Via Lazio sprofonda nel degrado Ancora rifiuti dopo gli sgomberi

23 Febbraio 2023

Deserta l’asta per la vendita degli appartamenti di proprietà del Comune di Pescara, torna l’incuria E Pettinari si appella ai sindaci Masci e De Martinis: «È una bomba ecologica, facciano qualcosa»

MONTESILVANO. Materassi ammucchiati ovunque, montagne di rifiuti di ogni tipo, erbacce, piccioni che entrano dalle finestre rotte e disseminano guano dappertutto. È questa la situazione in cui si trova il palazzo della vergogna in via Lazio 61, a Montesilvano, sgomberato il 5 luglio scorso e da allora in attesa di essere abbattuto e ricostruito. L’avviso emesso dal Comune di Pescara (proprietario di 59 alloggi distribuiti su 5 livelli) per alienare la porzione pubblica dell’edificio montesilvanese è scaduto il 14 ottobre scorso, ma l’asta è andata deserta. Da allora si attendono le decisioni della politica, almeno per la porzione pubblica dell’edificio, considerando che oltre il 50 per cento della struttura appartiene a diversi proprietari privati (il piano terra, il primo piano, le terrazze al settimo piano e un unico appartamento riscattato anni fa).
DEGRADo e bonifica
A puntare l’attenzione sul degrado della palazzina, al termine di un sopralluogo, è il vicepresidente del consiglio regionale del Movimento 5 stelle Domenico Pettinari, che parla di «una vera e propria bomba ecologica che crea gravi problemi di igiene ambientale e di salubrità in tutta la zona». Da un sopralluogo di alcuni giorni fa, infatti, è emerso «un’incuria inimmaginabile, montagne di rifiuti di ogni tipo, materassi ammassati ovunque, erbacce, guano di piccioni, che a stormi entrano dalle finestre rotte, disseminato ovunque». Di qui la richiesta repentina di procedere quanto prima con una bonifica, per sopperire ai «gravi problemi di igiene ambientale e di salubrità in tutta la zona». È così che si legge in una lettera indirizzata ai sindaci dei Comuni di Pescara, Carlo Masci, e di Montesilvano, Ottavio De Martinis, per chiede di procedere «in tempi celerissimi» a una bonifica ambientale integrale di tutta la zona interessata «affinché si ripristini il decoro ambientale e la salubrità dei luoghi».
LA STORIA
Il condominio, costruito negli anni Settanta e abitabile dal 1981, è divenuto negli anni il simbolo del degrado. Dopo il trasferimento degli inquilini regolari, si ricorda, e lo sgombero forzato degli abusivi, nell’estate scorsa gli accessi del palazzone sono stati murati. Tuttavia, come denunciato più volte anche con interrogazioni dei consiglieri comunali di minoranza di Montesilvano, le aree esterne del palazzo continuano ad essere prese di mira regolarmente dagli incivili, trasformandosi in discariche a cielo aperto, sotto gli occhi dei residenti delle palazzine limitrofe. Come si legge ad esempio in un’interrogazione firmata dai consiglieri dem Enzo Fidanza, Romina Di Costanzo e Antonio Saccone, e dai colleghi del M5S Gabriele Straccini e Giovanni Bucci, «a seguito dello sgombero, nulla è cambiato per quanto riguarda l’abbandono dei rifiuti a ridosso del piazzale sottostante alla struttura».
Adesso, a distanza di 7 mesi dagli sgomberi e dai proclami a mezzo stampa delle amministrazioni comunali che avevano annunciato la vendita del palazzo, tramite alienazione, la situazione torna nuovamente alla ribalta. «Si è appreso dagli organi di stampa», si legge nella nota firmata da Pettinari, «che finalmente veniva sgomberato, per essere abbattuto e sostituito con una nuova architettura. Sempre da notizie di stampa si è venuti a conoscenza che la porzione dell’edificio di proprietà del Comune di Pescara sarebbe stata oggetto di un “avviso di interesse per la vendita”, ma ad oggi non ci sono notizie sull’avvenuta alienazione della porzione pubblica dell’edificio».
©RIPRODUZIONE RISERVATA