Via Lazio, svuotati gli alloggi Gli abusivi lasciano il palazzo

2 Luglio 2022

Conto alla rovescia per lo sgombero: partono i traslochi, gli inquilini portano via pacchi e vestiti Ruspe in azione per rimuovere i cumuli di rifiuti abbandonati nel piazzale dello stabile inagibile

MONTESILVANO. Ruspe in azione per rimuovere le cataste di rifiuti dal piazzale esterno e inquilini abusivi che portano via i loro averi per evitare lo sgombero forzato. C’è fermento in questi giorni nel “palazzo della vergogna” di via Lazio 61 dichiarato inagibile dove, scaduto l’ultimatum del 25 giugno scorso, la prossima settimana le forze dell’ordine entreranno in azione per liberare i venti alloggi occupati di proprietà del Comune di Pescara.
Ma se per chi vive negli appartamenti senza alcun titolo ci sarà tolleranza zero da parte delle istituzioni, come annunciato dal consigliere alla sicurezza Marco Forconi, ben diversa potrebbe essere la situazione di chi è proprietario di un alloggio acquistato ormai 13 anni fa. È la situazione di Blendin Begotaray che, tramite il suo legale Marco Ciccocioppo, lancia un appello al prefetto di Pescara Giancarlo Di Vincenzo e ai Comuni di Montesilvano e Pescara per chiedere un aiuto utile a far fronte a una situazione di emergenza non dettata dalla sua volontà. Nella nota inviata alle istituzioni si evidenzia come, ferme restando le ragioni che hanno motivato lo sgombero, il proprietario dell’appartamento al terzo piano non ha avuto la possibilità né la capacità di reperire un’altra sistemazione: «Tale situazione è resa ancora più spiacevole, se possibile», prosegue l’avvocato, «dal fatto che nel corso degli anni il mio assistito ha stigmatizzato, in più occasioni, alla competente autorità amministrativa le condizioni di degrado nelle quali già versava lo stabile, sommando i suoi appelli alle più rumorose e politicizzate denunce che, ormai da anni, coinvolgono il tristemente noto condominio, la cui sorte ha evidentemente subito il lassismo delle amministrazioni che si sono avvicendate nel Comune di Pescara». Per questa ragione, e riservandosi la possibilità di avanzare una richiesta di risarcimento danni, Begotaray e il suo legale chiedono alle due amministrazioni comunali la possibilità di assegnare al proprietario e ai suoi familiari (moglie e cognato) «un’idonea sistemazione abitativa, anche in comuni limitrofi, o un contributo economico volto ad assicurare alla famiglia un alloggio almeno fino a quando non saranno ripristinate le situazioni emergenziali poste a base della stessa ordinanza di sgombero».
Se per la richiesta della famiglia Begotaray si attende una risposta che dovrà arrivare a stretto giro dagli enti locali in vista dello sgombero forzato della prossima settimana, non ci sarà alcun alloggio o rinvio per le venti famiglie che vivono abusivamente nello stabile. Nei giorni scorsi gli occupanti avevano lanciato a loro volta un appello per chiedere di poter lasciare le abitazioni a settembre. Ma Forconi ha ribadito tolleranza zero e dalla prefettura non è arrivata risposta.