Via Lazio, una settimana per sgomberare il palazzo

L’edificio tra muri a pezzi e rifiuti, il Comune di Pescara: «Venti inquilini abusivi devono lasciare le case, poi venderemo i nostri appartamenti a 1,4 milioni»
MONTESILVANO. Ultimatum di una settimana per i residenti abusivi degli alloggi popolari del Comune di Pescara in via Lazio 61 a Montesilvano. Dopo la firma dell’ordinanza del sindaco Ottavio De Martinis, che dichiarando inagibile il palazzone ne ha ordinato lo sgombero, a dettare il tempo massimo entro il quale gli occupanti dovranno liberare gli appartamenti è l’assessore pescarese alle politiche sociali Isabella Del Trecco, a margine di un sopralluogo effettuato nel condominio di Villa Verrocchio con gli altri comproprietari dell’immobile.
«Entro il 25 giugno prossimo le famiglie, circa una ventina, che ancora abitano nel fabbricato senza alcun titolo né diritto», dice Del Trecco, «dovranno liberare gli spazi dalle masserizie, ossia dovranno togliere mobili, suppellettili e beni personali. Quella sarà per noi la deadline dopo la quale ogni giorno sarà considerato buono per intervenire, con l’amministrazione comunale e la polizia municipale di Montesilvano per rimuovere tutte le situazioni di illegalità». Ricordando le pessime condizioni igienico-sanitarie e strutturali dello stabile, certificate nelle scorse settimane dalla Asl e dai vigili del fuoco, e l’ordinanza del sindaco De Martins, l’assessore pescarese spiega: «Nei prossimi giorni le forze dell’ordine ci comunicheranno la data dello sfratto esecutivo, quando arriveremo sul posto con pattuglie e autoambulanze per restituire dignità all’intero quartiere e liberare un fabbricato che oggi è veramente invivibile, circondato e pieno di rifiuti e invaso dai topi che anche stamane continuavano a sgattaiolare lungo le scale del palazzo in maniera inaccettabile». A seguire, il Comune «provvederà a murare tutti i nostri alloggi, con modalità e materiali antisfondamento, lasciando dentro anche le masserizie eventualmente non rimosse, ma soprattutto, come già accaduto in altre circostanze, renderemo inagibili e invivibili tutti gli alloggi, semplicemente staccando tutte le utenze, dunque privando le case delle forniture di acqua, luce e gas, e dei sanitari». La stessa cosa sarà chiesta anche ai privati, così da evitare che gli occupanti possano tornare ad abitare abusivamente nell’edificio sgomberato. «Abbiamo anche interpellato un amministratore del condominio che ha stipulato dei contratti con alcune aziende telefoniche permettendo, negli anni, l’installazione di diverse antenne sui terrazzi dei fabbricati», aggiunge l’assessore pescarese, «quei gestori vanno ovviamente avvisati che, una volta terminato lo sgombero, le antenne andranno tolte perché comunque si disattiveranno con l’eliminazione delle forniture». Del Trecco anticipa poi le intenzioni del Comune di Pescara in merito al futuro di quello che è ormai noto da anni come “il palazzo della vergogna” di Villa Verrocchio: «Subito dopo lo sgombero, pubblicheremo l’avviso per la vendita della nostra porzione di edificio al prezzo a base d’asta di un milione 400mila euro». (a.l.)

