Via le marche da bollo per la richiesta dei sostegni

10 Aprile 2020

L’AQUILA. Cambiamento in corsa per la cassa integrazione in deroga. Per inoltrare le domande non sarà più necessaria l'imposta di bollo. La novità è stata comunicata, ieri, dagli uffici del...

L’AQUILA. Cambiamento in corsa per la cassa integrazione in deroga. Per inoltrare le domande non sarà più necessaria l'imposta di bollo. La novità è stata comunicata, ieri, dagli uffici del Dipartimento del lavoro della Regione, dopo la pubblicazione dell'ultimo decreto legge del Governo. Il provvedimento normativo, pubblicato ieri sulla Gazzetta ufficiale, prevede espressamente, all'articolo 41, «che le domande presentate per la cassa integrazione guadagni in deroga siano esenti dall'imposta di bollo». In modo ancora più esplicito, all'articolo 44 si dice che «tale disposizione entra in vigore del 9 aprile». Il decreto liquidità prevede un'altra novità: la possibilità di applicare la cassa in deroga anche nei confronti di quei lavoratori che sono stati assunti dal 24 febbraio al 17 marzo. Prima di tale modifica, le aziende potevano presentare la domanda di cassa integrazione in deroga solo per i dipendenti che risultavano assunti alla data del 23 febbraio. La Regione ha predisposto una piattaforma on line, operativa da mercoledì scorso, per accogliere le domande. La misura di sostegno, finalizzata soprattutto alle imprese di piccole dimensioni, riguarda in Abruzzo circa 54mila lavoratori. Se saranno rispettati i tempi indicati dal Governo, la cassa sarà erogata entro il 15 aprile.
DUBBI INTERPRETATIVI. «Arrivano continue segnalazioni di malfunzionamento, o dubbi interpretativi, sulle richieste di cassa integrazione in deroga. In particolare, la segnalazione dei commercialisti della nostra regione riguarda il numero di dipendenti necessario per allegare, alla richiesta di Cig, l'accordo sindacale». È quanto evidenzia il capogruppo del Movimento 5 Stelle in Regione, Sara Marcozzi. «Un'interpretazione della legge che, se non applicata correttamente, rischia di far compilare ai professionisti procedure potenzialmente non conformi, allungando ulteriormente i tempi per avere il necessario sostegno economico in questa fase emergenziale».
CONVENZIONE ABI. Oltre il 92% delle banche ha aderito alla convenzione Abi, che consente ai dipendenti sospesi dal lavoro a causa dell'emergenza coronavirus, di ricevere dagli istituti di credito un'anticipazione dei trattamenti ordinari di integrazione al reddito e di cassa integrazione in deroga, previsti dal decreto Cura Italia. Abi ha concordato le modalità semplificate per erogare l'importo dell'anticipazione, che ammonta a 1.400 euro. (m.p.)
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