Via Luisa D’Annunzio è spenta «Il Comune pensi anche a noi»

17 Novembre 2018

I negozianti lamentano il crollo degli incassi «quando ci chiudono le strade nei fine settimana» Si sentono «dimenticati» dall’amministrazione e chiedono la sistemazione di asfalti e marciapiedi  

PESCARA. Come regalo di Natale, dal Comune, i commercianti di viale Luisa D’Annunzio, zona Aurum, vorrebbero una scia di luminarie lungo le strade di piazza Le Laudi e dintorni.
Qualora non fosse possibile, almeno «un alberello addobbato» per far sentire nel quartiere la gioia della festa più luminosa dell’anno. Fino a «cinque anni fa ce n’era uno in piazza Le Laudi, poi più nulla».
Si sentono «dimenticati dall’amministrazione», chiedono «attenzioni nella zona dannunziana per eccellenza e quartiere storico della città».
Laddove per attenzioni, intendono «eventi, mercatini, manifestazioni, come accade in centro».
Ma anche sistemazione delle strade e dei marciapiedi: «Ovunque ti giri è una buca, un avvallamento, un tronco reciso» lungo gli spartitraffici, le aiuole, i marciapiedi.
Per camminare lungo viale Luisa D’Annunzio, che conduce al mare verso piazza Le Laudi, bisogna tenersi saldamente in equilibrio sulle bolle di bitume che rendono le vie un percorso di guerra, lungo entrambi i lati dei marciapiedi che costeggiano l’imponente ed elegante Aurum e la zona delle Poste, dove ogni transitano centinaia di persone.
A piedi, che sono poi quelle che si frantumano le caviglie sulle betonelle rialzate in più punti, dentro le voragini che si aprono sulle strade formando conche di asfalto dove è facile cadere.
E un’altra preghiera: «Per favore, non chiudeteci le strade nei giorni di festa, altrimenti siamo costretti a chiudere anche i negozi perché non basta che da noi arrivino i residenti, abbiamo bisogno del passaggio delle automobili».
Giovanna Fleres, edicolante dal 2014, pescarese originaria di Catania, scherza sugli addobbi natalizi che «qui non ho mai visto. Le uniche luci che illuminano la zona sono quelle del locale Les Paillotes in piazza. Per il resto buio totale. Le buche? Parlano da sole. Le ambulanze arrivano e ripartono in continuazione. E sono soprattutto gli anziani a farne le spese perché non riescono a mantenersi in equilibrio su strade e marciapiedi con i dislivelli e le buche. Una signora è caduta davanti al negozio faccia a terra, si è massacrata. E come se non bastasse, ci hanno chiuso le strade 5 volte negli ultimi tempi».
Su questo aspetto punta il dito anche Alessandra Orsini, titolare di “La mia gastronomia”, specialità pesce. «Ci transennano le strade ogni volta che c’è una partita», spiega la commerciante, «ci penalizzano tutti i festivi, sabato o domenica, i giorni in cui si lavora maggiormente. Per non parlare dei ratti che passeggiano sulle strade costringendoci a tenere le porte dei negozi sigillate».
E quando accade, «lungo le strade qui intorno, via Scarfoglio, via Figlia di Iorio, via De Cecco, c’è il vuoto assoluto. Non si vede nessuno per ore, mentre a noi serve il traffico delle auto per lavorare bene» osserva Daniela De Marinis, fruttivendola di Verdemela. Chiede ulteriori passaggi di Attiva «per il prelievo dell’organico di pesce, il cui olezzo infastidisce i locali nei dintorni che per fortuna, mi perdonano perché siamo uniti».
Le luminarie? «Perché solo in centro?». Hanno provato a fare una colletta tra di loro, ma non è andata a buon fine «perché c’è sempre quello che non è d’accordo e quindi non ce l’abbiamo fatta», dicono unanimi.
Davide Fingo, della gelateria Pineta, chiede agli amministratori di «portare anche qui mercatini, sagre, eventi, manifestazioni del cioccolato. Anche noi vogliamo movimento per rinvigorire il commercio».
«Gli eventi spostati qui, in uno dei quartieri più belli di Pescara», rimarca Ernesto Romano, titolare di Sweet point, paste e pasticcini, «invece siamo sempre esclusi, vorremmo la vivacità delle manifestazioni che portano folle».