Via Monte Bolza, la strada contesa

4 Giugno 2016

Lite senza fine per l’utilizzo dei parcheggi di un condominio su un tratto privato

PESCARA. A chi appartiene via Monte Bolza? O meglio: chi è titolare del tratto finale, circa 70 metri, che si dirama verso il basso dal castello Giammaria, costeggiando la centrale elettrica dell'ospedale? La strada contesa alimenta da anni liti condominiali e battaglie giudiziarie. È una via pubblica, quindi i cittadini residenti, come i condomini del civico 13, possono richiedere al Comune la manutenzione e la pulizia periodica, oppure quella striscia di asfalto è privata, dunque non si ha alcun diritto di passaggio, se non per gentile concessione?

Nè l'una, nè l'altra cosa, perché entrambe le ipotesi hanno basi reali. Sta di fatto che il tratto finale di via Monte Bolza (traversa di via Rigopiano) che parte dal castelletto Giammaria e scende di fronte alla dimora (risalente al 1819) di Paola Cafarelli, battagliera 68enne pescarese, è al centro di una sfibrante contesai. Via Monte Bolza «non è strada di proprietà comunale» confermano due documenti a firma dei tecnici municipali, l'uno datato dicembre 2011 l'altro del dicembre 2014. In quest'ultima certificazione, però, viene chiarito che la strada «non è acquisita al demanio comunale» ma allo stesso tempo resta «aperta al transito pedonale e veicolare. E, come tale, può essere classificata di uso pubblico».

Di questo parere sono gli inquilini del civico 13 residenti nella palazzina realizzata dall'immobiliare Conti nel 2004. Un edificio che confine con l’abitazione dei Cafarelli, i cui cancelli di ingresso sono proprio all'imbocco della stradina contesa, unica possibilità di uscita verso via Rigopiano, che reclamano il diritto di passaggio. Qualunque mezzo transiti su quella strada, o pedone che l'attraversi, deve passare davanti la porta di casa Cafarelli, la quale si dice «costretta a tenere le finestre chiuse per non subire l'invadenza della mia privacy».

Transiti che sono cominciati 12 anni fa, quando si avviò la costruzione della palazzina al civico 13. Da allora, la Cafarelli (che ha acquistato l'immobile nel 1999 e avviato, dopo il 2004, un contenzioso con la immobiliare Conti) sostiene «di non essere la proprietaria della corte», ma di «avere un diritto di uso esclusivo nella parte terminale della strada, dove si trova la mia abitazione». E se per i condomini del civico 13 quella è l'unica via di uscita e di entrata nella loro abitazione, essendo strada di uso pubblico, quindi possono percorrerla e parcheggiare quando e come vogliono, «ottenendo nel 2015 anche un permesso per passo carrabile»; dall'altra, la Cafarelli ribatte che pur tollerando i transiti – «Non posso impedire alla gente di uscire e entrare da casa» – contesta però i parcheggi sulla sua strada. Quanto ai paletti con catene, la Cafarelli è stata costretta a toglierli per effetto di «un esposto del tribunale di Pescara nel 2013», ricordano i condomini. Ma la Cafarelli replica che «non intende entrare in polemica con i condomini, con alcuni dei quali ho rapporti di amicizia», ma che proseguirà la sua battaglia in tribunale con la immobiliare che ha realizzato un palazzo senza parcheggi e accessi». ©RIPRODUZIONE RISERVATA