Via Pantini, protesta per salvare gli alberi

10 Maggio 2021

Le associazioni contestano il taglio di 58 piante per realizzare la strada. Masci: ne ripianteremo 680

PESCARA. Gli ambientalisti sono d’accordo col Comune sull’accorpamento dei comparti della riserva dannunziana, nella zona della Bonifica, a completamento della strada Pendolo. Ma non lo sono affatto sul taglio di 58 alberi e sulla realizzazione di una doppia bretella d’asfalto su via Pantini. Per contestare il progetto, ieri, un centinaio di volontari di diverse sigle ambientaliste, Italia Nostra rappresentata da Giovanni Damiani, Massimo Palladini, Mimmo Valente, Piero Ferretti, Caterina Artese; Giancarlo Odoardi di Ecoistituto Abruzzo; Edvige Ricci per Mila Donnambiente; Isabella Micati, referente per Galina Caminante; Giulio De Collibus per Archeoclub e Giuseppe Di Giampietro di Saline Marina Pp1, si sono ritrovati in via Pantini per una “Staffetta verde” a cui hanno partecipato anche i cittadini, tra cui Liliana Prosperi, una residente della zona, che ha promosso una petizione di oltre 600 firme per bocciare il taglio di 58 alberi nella riserva dannunziana che costeggia via Pantini. «Non si può distruggere un ambiente naturale che è un corridoio ecologico per raddoppiare l’asfalto», dicono i portavoce delle associazioni, promotori della manifestazione, «però siamo d’accordo col Comune sull’idea di accorpare i comparti della riserva dannunziana» per creare un mega polmone verde tra la città e il mare. Ai manifestanti che chiedono anche la nomina di un «referente scientifico della riserva dannunziana» (unanimità per Giovanni Damiani) replica il sindaco Carlo Masci in un lungo e post sui social nel quale precisa che «al progetto hanno lavorato almeno 5 sindaci, Pace, D'Alfonso, Mascia, Alessandrini, e ora io. Affinché prendesse corpo si sono svolti decine di consigli, giunte comunali, commissioni comunali e audizioni per approvare atti amministrativi». Quanto ad eventuali tagli di alberi, Masci assicura che «pianteremo molti più alberi dei circa 180 stabiliti, almeno 500 in più». (c.co.)