Via Pantini ridotta di nuovo a una piscina

Proteste dei residenti. E in via Scarfoglio c’è timore per un palo della luce pericolante
PESCARA. Ieri mattina erano passati ormai 4 giorni dall'abbondante pioggia caduta in città giovedì, ma passando in via Pantini (alle spalle della Riserva Dannunziana) sembrava che avesse smesso di piovere solo poche ore prima. La strada era ancora trasformata in un corso d'acqua profondo diversi centimetri con le auto impossibilitate a passare oppure obbligate a tentare di guadare un vero e proprio fiume. Arrivando da strada della Bonifica non c'è nemmeno un cartello a indicare la pericolosità dell'arteria ancora invasa dall'acqua, ma solo tre transenne poste a triangolo su un tombino laterale, in precedenza già coperto però dai cittadini con una sedia presa dalla vicina area di servizio. Mentre un altro tombino più avanti è scoperchiato senza alcuna precauzione per evitare che qualcuno ci finisca dentro. Anche ai lati di via Pantini la situazione non è delle migliori: da una parte il terreno che sul quale avrebbe dovuto sorgere la nuova sede regionale della Rai si è trasformato in un lago artificiale o nella migliore delle ipotesi in un grande stagno, mentre dall'altra l'area di sgambettamento Romeo per i cani presenta più di un punto completamente sommerso e l'intera area tutta infangata. Proseguendo oltre su strada della Bonifica, sul lato destro, un pino caduto ha completamente distrutto e raso al suolo parte della recinzione della pineta che adesso risulta accessibile da chiunque in qualsiasi orario. Recinzione danneggiata anche nei pressi nell'auditorium Flaiano sul lungomare. Problematiche di altro tipo in via Scarfoglio, dove diverse famiglie sono rimaste senza corrente elettrica da giovedì scorso fino a sabato sera. Inoltre in molti temono che un palo della corrente non sia stabile e che possa cadere da un momento all'altro. «Siamo stati per quasi 60 ore senza elettricità», racconta Luigi Scarapellini, «per colpa di un pino che cadendo ha tranciato un cavo. Il problema però è che già venerdì mattina il cavo era stato riattaccato ma non ricollegato al muro, dal quale mancavano pochi centimetri. Il sabato mattina ho chiesto ai tecnici dell'Enel presenti con una Panda e una scala la cortesia di ricollegarlo, ma hanno aspettato fino a sera l'arrivo del furgone col cestello perché ci hanno detto che il palo non avrebbe sostenuto il peso della scala». I residenti chiedono l'immediata sostituzione di quel palo pericoloso.
Loris Zamparelli
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