Via Rigopiano, blitz all’alba: liberate le case dagli abusivi

17 Ottobre 2018

Murati quattro alloggi dell’Ater. I residenti: «Speriamo che non tornino»

PESCARA. Sequestrati. Quattro alloggi popolari all’angolo tra via Rigopiano e via Passo della Portella sono stati liberati ieri mattina dagli occupanti abusivi e murati.
Per eseguire questa operazione, disposta dal questore Francesco Misiti e andata avanti per ore, la zona è stata completamente blindata da polizia e polizia municipale, con il supporto di carabinieri e guardia di finanza e la collaborazione di 118 e vigili del fuoco. Il blitz è scattato per consentire alla polizia municipale di eseguire quattro decreti di sequestro preventivo emessi dall’autorità giudiziaria dopo la denuncia/querela sporta dall’Ater, che è proprietaria degli immobili, per l’occupazione illegittima.
A parte qualche lamentela iniziale non c’è stata alcuna resistenza da parte degli irregolari, che hanno rifiutato l’offerta di una sistemazione alternativa pianificata dal Comune, preferendo trasferirsi da parenti oppure amici. C’erano anche diversi minori, 11 in tutto, e per questo all’operazione ha partecipato il personale del Servizio sociale del Comune.
Questa «è solo una prima iniziativa che non può essere fine a se stessa», commenta Antonello Linari, commissario dell’Ater. Si punta a liberare anche altri alloggi, visto che quelli occupati abusivamente «sono più di cento», fa notare sempre Linari. Ma servono fondi, e non ce ne sono. «Per ogni appartamento da sgomberare servono all’incirca 8000 euro, a cui aggiungere le somme per svuotare i locali dai mobili che vengono lasciati dagli abusivi. E poi vanno sistemate le case e quindi assegnate a chi ha diritto. Questo vuol dire che l’Ater avrebbe bisogno di due o tre milioni di euro, di cui non dispone. Si pensi che sono 37 gli appartamenti liberi che non possiamo consegnare alle famiglie perché non abbiamo le risorse per aggiustarli. I soldi a disposizione dobbiamo destinarli alla manutenzione ordinaria e straordinaria». Ecco perché Linari vuole proporre, nella prossima riunione del consiglio di amministrazione, «di rivolgere un appello al ministro dell’Interno Matteo Salvini perché destini all’Ater le somme necessarie a garantire un alloggio a chi è in graduatoria. Qui», conclude Linari, «ci sono più di 600 famiglie in attesa di una casa».
Intanto un primo passo è stato fatto, un segnale è stato lanciato agli inquilini regolari che chiedono da tempo l’allontanamento degli abusivi, o meglio di alcuni di loro. Appena pochi giorni fa, sostenuti dal Movimento 5 Stelle, i cittadini di via Rigopiano avevano lanciato l’ennesimo grido di allarme, esasperati dalla difficile convivenza con quegli abusivi (non tutti, una parte) che usano modi violenti e minacciosi e hanno realizzato allacci illegali alla rete della corrente elettrica, per cui le bollette sono diventate salatissime. «Speriamo che ora le cose migliorino», dicevano ieri gli inquilini regolari di via Rigopiano dopo l’operazione. «Non ce la facciamo più a sopportare questa situazione: ciò che vogliamo è vivere serenamente. La speranza è che non tornino, perché c’è il pericolo concreto che “sfondino” le case appena murate e le occupino, come è già accaduto», hanno aggiunto chiedendo di restare anonimi.
Il consigliere regionale pentastellato Domenico Pettinari, che sabato aveva sollecitato gli sfratti, si dice «fiero di aver contribuito a questa operazione di lotta alla criminalità. Ora ci auguriamo che le forze dell’ordine completino l’intervento, perché molti abusivi, anche pericolosi, sono ancora nelle case. E ci auguriamo che siano controllate, per interventi del genere, Rancitelli e Fontanelle, vere bombe a orologeria come via Rigopiano». Pettinari torna a chiedere anche che «gli inquilini onesti siano tutelati attraverso un posto di polizia fisso, che funga da vera e propria scorta ai cittadini».
Gli risponde Linari sottolineando che «non c’è da mettersi medaglie per questa iniziativa che non parte da oggi ma è il frutto del lavoro portato avanti per molti mesi, sul fronte organizzativo, con riunioni in prefettura e il coinvolgimento di questura, forze dell’ordine e Ater, che ha stanziato i fondi». Le riunioni, ricordano dalla questura, sono cominciate la scorsa primavera e il Comitato provinciale per l’ordine e la sicurezza pubblica ha affrontato il problema delle occupazioni abusive: «Un problema rilevante che non lede solo gli interessi del proprietario ma anche quello dalla comunità alla convivenza ordinata e pacifica». Poi il tavolo tecnico presieduto dal questore ha esaminato le possibili soluzioni «per contenere il fenomeno, partendo dal monitoraggio degli appartamenti, del loro stato e degli occupanti». E si è arrivati a ieri. Nelle prossime settimane l’attività «proseguirà».
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