Via Rigopiano, rogo e rabbia «Qua è impossibile vivere»

6 Settembre 2015

Scantinato a fuoco, i residenti scendono in strada e s’infuriano per il degrado «Abusivi, sporcizia, muri scrostati e scarsa illuminazione nei cinque edifici Ater»

PESCARA. Uno scantinato va in fiamme e scoppia la protesta per il degrado. È accaduto ieri in una delle cinque palazzine costruite nel 1958, in via Rigopiano, di fronte all’obitorio, quando a metà mattinata, forse a causa di un fornellino acceso (ma i vigili del fuoco che sono intervenuti sul posto, non hanno avanzate ipotesi, né hanno stabilito se si sia trattato di un incendio accidentale o doloso) le fiamme sono divampate nel piccolo locale, provocando l’inagibilità della camera da letto dell’appartamento del piano superiore. Insomma, danni limitati, ma sufficienti a scatenare la rabbia di molti che vivono negli 80 alloggi gestiti dall’Ater. Un fuoco, dunque, che ha ulteriormente accesi gli animi, già esasperati, degli inquilini.

Nel mirino, anche coloro che non avrebbero titolo ad abitare nelle case popolari. «Sono stufa del degrado», sbotta Paola Rapuano, che racconta di abitare in uno degli appartamenti di via Rigopiano, proprio dal 1958, «quando ai tempi ero una bambina. E poi qui ci sono degli abusivi», prosegue, «e inoltre a volte sono stata anche minacciata». Una convivenza difficile, dunque, nei vari edifici, nei quali altri parlano di dispetti e di provocazioni. Come la testimonianza di un altro residente, che riferisce che nei pressi del suo appartamento «sono stati portati dei cani proprio per far loro espellere gli escrementi vicino alla mia casa». La fatiscenza, tuttavia, si tocca con mano.

Muri scrostati ovunque, immondizia, ringhiere arrugginite, scritte sui muri, mentre dietro ad un paio di palazzine si notano dapprima stracci buttati, scarpe vecchie, cartacce, erba incolta, e poi una rimessa del ferro con tanto di cartello. E poi carrelli della spesa da supermercato, chissà per cosa custoditi nello spazio.

«Ma questo non è niente», sottolinea Stefano Infante, altro abitante di queste case popolari. «Qui non viene mai nessuno a pulire e manca anche l’illuminazione di notte», precisa mentre indica lo spazio in alto tra le due palazzine più a sud, dove una volta, raccontano, c’erano dei fili che reggevano una lampada. Ma non solo. Uno dei tanti ieri scesi in cortile per far sentire la propria voce è Loris Cantelmi, che che rivela come la zona sia infestata anche da animali. «Qui si vedono in giro dei topi», sottolinea Cantelmi, mentre intorno si sentono i pianti di alcuni bambini, in braccio alle loro mamme, certamente frastornati dal caos generato dal piccolo incendio, dalla confusione dei residenti riversati nel cortile e dall’arrivo delle forze dell’ordine (oltre ai vigili del fuoco, ieri sul posto erano presenti anche una pattuglia della polizia e una macchina della polizia municipale, oltre a tecnici venuti a controllare i vari impianti elettrici, ed ad un’ambulanza, chiamata dai vigili del fuoco per precauzione, e per fortuna ripartita vuota, visto che non si sono registrati feriti).

«E poi», aggiunge Cantelmi, «da un lato i tombini non funzionano e dall’altro ci sono dei tubi dell’acqua che con le loro perdite hanno reso fradicie le pareti delle abitazioni». La protesta arriva anche da Gennaro Viola, da decenni residente in uno degli stabili, il quale, oltre a ricordare il fenomeno dell’abusivismo, rimarca una poca attenzione nei confronti della zona. «Siamo abbandonati dalle istituzioni», infatti osserva Viola, che è anche un attivista del Movimento 5 Stelle, tanto da annunciare che fra qualche giorno potrebbe essere convocata sull’argomento relativo al degrado delle case popolari una conferenza stampa, tenuta dai vertici regionali del movimento pentastellato.

Altri inquilini fanno notare che molti fili elettrici, dentro a un condominio, «sono scoperti, mentre altri sono tagliati». Una situazione incandescente, in cui alcuni si lamentano di dover pagare «oltre che per una pulizia che non c’è, anche per chi invece è abusivo».

I vigili del fuoco ieri nello scantinato bruciato hanno trovato un divano, un tavolo e una sedia.

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