«Via Rigopiano, sfrattare subito gli abusivi»

Pettinari (Cinque Stelle): «Situazione esplosiva». I residenti: «Se non accade nulla pronti a dormire sotto la prefettura»
PESCARA. «Sfratto immediato degli occupanti abusivi, rimozione di tutti gli allacci irregolari alla rete dell’energia elettrica, istituzione di un posto di polizia fisso». Il Movimento cinque stelle lancia un appello alle istituzioni a seguire questa strategia per uscire dalla «situazione esplosiva» che si è creata nelle case popolari dell’Ater tra via Rigopiano e via Passo della Portella. Sono Domenico Pettinari e Massimiliano Di Pillo, rispettivamente consigliere regionale e comunale, a sollevare pubblicamente il problema per l’ennesima volta, insieme ad un gruppo di residenti che chiede l’anonimato, perché la paura di ritorsioni e violenze è fortissima.
«Su 80 appartamenti solo 27 sono occupati regolarmente», dicono i Cinque stelle e i cittadini che ipotizzano anche «subaffitti irregolari». Le persone per bene sono «costrette a vedere e subire di tutto da un gruppo di irregolari volgari e violenti, che litigano e si aggrediscono tra loro, picchiano i ragazzini, inseguono le donne. Da loro partono spesso minacce di morte e di stupro, con una serie di atti intimidatori» che non fanno dormire sonni tranquilli a chi vorrebbe solo vivere serenamente in quelle case e invece ha perso la pace. «Non possiamo affacciarci al balcone e neppure lamentarci se accade qualcosa: dobbiamo solo stare zitti», dicono esasperati alcuni cittadini sperando nell’intervento delle istituzioni. «Nei giorni scorsi abbiamo spiegato come stanno le cose al prefetto, Gerardina Basilicata, e segnalato ai vertici dell’Ater che gli inquilini regolari non ce la fanno più a pagare le bollette anche per chi si allaccia abusivamente», spiega Pettinari. «Siamo arrivati a pagare fino ad 84 euro per la luce lungo le gradinate, a fronte degli 8 euro che dovremmo pagare. E siamo preoccupati per gli allacci delle bombole alle caldaie: per questo motivo i vigili del fuoco sono intervenuti di notte, facendo evacuare il palazzo». Le famiglie regolari sono «traumatizzate perché la situazione è diventata invivibile, esplosiva, da Far West e stiamo per arrivare agli stessi livelli di Fontanelle, dove ci sono stati degli attentati, negli anni scorsi», ricorda Pettinari. «Qui può scapparci il morto», prosegue il consigliere regionale che intravede «una regia, dietro il clan che si è insediato in questo rione. Ormai si contrappongono il bene e il male per cui chiedo lo sfratto immediato degli abusivi e, subito dopo, una unità fissa di polizia per alcuni mesi perché chi sarà cacciato (e non saranno tutti gli irregolari), non lascerà tranquillo i residenti, ai quali andrebbe assicurata la scorta. Bisogna tenere conto anche di un altro aspetto: i minori che abitano con gli abusivi non sarebbero tutelati nei loro diritti fondamentali per cui andrebbero effettuati degli accertamenti».
«Se si avvertisse la presenza dello Stato la gente si sentirebbe più sicura», fa notare Di Pillo sollecitando un «posto fisso» come quello istituito dalla municipale in piazza della Repubblica dopo lo stupro di una donna. «Per assurdo in questa zona si sta posizionando la fibra ottica ma mancano cose molto più elementari», sottolinea il consigliere comunale ricordando la visita dell’ex presidente della Regione Luciano D’Alfonso alle case popolari. Aveva annunciato il potenziamento della pubblica illuminazione, che è avvenuto, ma «stiamo ancora aspettando le telecamere», dice un cittadino. Dal 2004 sono stati presentati diversi esposti, con il sindacato Sunia, ed è stato costituito il comitato “Una mano per Rigopiano”. Ma ora servono i fatti, «non si può più aspettare», conclude Pettinari sottolineando che «è finito il momento della prevenzione». «Se non accade nulla andremo a dormire sotto alla prefettura», annuncia una donna.
Intanto uno degli inquilini (un occupante abusivo che vive raccogliendo il ferro con la famiglia) ha promosso una petizione per chiedere «sicurezza», e l’ha inviata al Comune, alla Regione e all’Ater. Gli obiettivi tra regolari e irregolari sembrano gli stessi ma, di fatto, la frattura appare insanabile. E la convivenza con alcuni abusivi è sempre più difficile. «Una bomba sociale», per il M5S.

