Via Rimini assediata dall’immondizia

23 Luglio 2016

Costretti alle finestre chiuse nonostante il caldo: in strada montagne di rifiuti con topi e puzza. Vigili, Comune e Ater tacciono

MONTESILVANO. E’ un degrado che non conosce fine e che, al contrario, sembra aumentare ogni giorno di più quello che interessa le case popolari di via Rimini. Nelle palazzine dell’Ater, in zona Ranalli, dove le condizioni economiche delle famiglie sono tutt’altro che rosee, la microcriminalità è di casa, le occupazioni abusive e i relativi sfratti sono all’ordine del giorno, a rendere ancora più complicata la vita dei residenti c’è anche una situazione igienico-sanitaria drammatica.

Topi, zanzare, scarafaggi e formiche sembrano trovare terreno fertile tra erba incolta, rifiuti abbandonati e depositi di materiali vari accumulati da chi cerca di sbarcare il lunario raccogliendo ferro, rame e materiale elettrico dove capita. Ad aggravare la situazione, negli ultimi mesi, ci sono poi due nuove mini discariche createsi dopo l’ultimo sfratto di inquilini abusivi da un appartamento di una delle palazzine del complesso.

«Circa due mesi e mezzo fa una famiglia rom che aveva occupato abusivamente un alloggio è stata mandata via», spiegano i residenti della zona, «e tutti i loro mobili e diversi rifiuti, compresi pannolini sporchi, sono stati accatastati in due diversi punti, proprio sotto l’ingresso del palazzo al civico 1. Da quel momento, anche a causa dell’afa, il cattivo odore e la presenza di topi e insetti vari ci sta rendendo la vita impossibile. Basti pensare che con 30 gradi siamo costretti ad avere le finestre chiuse di notte per paura che gli animali ci entrino in casa». I residenti esasperati rivelano di aver anche più volte segnalato il problema alla polizia municipale e al Comune di Montesilvano, ma senza successo. «E’ un continuo scaricabarile», aggiungono. «Abbiamo chiamato tante volte i vigili urbani che prima ci hanno detto che il problema non era di loro competenza e di contattare l’Ater, e poi addirittura hanno smesso di risponderci al telefono. Stesso discorso anche con l’Ater e con il Comune, sia gli uffici che gli amministratori, con i quali non siamo riusciti a parlare».

I cittadini di via Rimini dichiarano quindi di sentirsi abbandonati dalle istituzioni e dalla politica. «Qui i politici si devono solo in campagna elettorale, poi per 5 anni spariscono. Per questo noi chiediamo, attraverso le pagine del Centro, che qualcuno venga a controllare la situazione e che il sindaco Francesco Maragno e l’assessore alle politiche sociali Ottavio De Martinis», concludono gli abitanti delle case popolari, «vengano almeno una volta al mese in via Rimini per rendersi conto delle condizioni in cui viviamo e per raccogliere le nostre segnalazioni».

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