Via Tavo, allontanati i disperati Masci: area da risanare in 12 mesi

10 Agosto 2019

Il sindaco partecipa all’intervento nella proprietà dei Clerico, occupata dai tossicodipendenti «Punto a far abbattere quei palazzi». Il comitato di residenti: «I senzatetto torneranno presto qui»

PESCARA. Lo sgombero è scattato attorno alle 9, quando in via Tavo, negli spazi della famiglia Clerico, sono arrivati uomini e mezzi predisposti dalla proprietà per ripulire l’area, e poi la polizia municipale, i carabinieri, il sindaco Carlo Masci e l’assessore comunale Isabella Del Trecco. Un blitz, quello di ieri, organizzato per allontanare gli occupanti abusivi, e cioè tossicodipendenti e senzatetto che hanno trasformato i palazzi mai finiti in un tugurio, e per ripulire le costruzioni e il verde, dando un attimo di tregua agli abitanti della zona che non ne possono più di quello scempio e solo qualche settimana fa hanno presentato un dossier dettagliato alle istituzioni, per chiedere di intervenire.
I mezzi della proprietà hanno provveduto «a pulire, visto che sembrava una specie di foresta», ricostruisce il sindaco, mentre i vigili urbani (coordinati sul posto dal maggiore Danilo Palestini) e i carabinieri hanno sgomberato una decina di persone che avevano organizzato dei giacigli di fortuna. L’intervento segue quelli già eseguiti in centro, cioè sotto ai portici e in piazza Primo Maggio, altre zone costantemente occupate da senzatetto e vagabondi. Il che vuol dire, fa presente Masci, che «i nostri servizi sono continui, non sono interventi spot, e se da una parte ci preoccupiamo di affrontare la questione nell’immediato, dall’altra cerchiamo trovare una soluzione definitiva. E quindi, chi vuole essere inserito in una rete di protezione e assistenza, viene indirizzato e aiutato, mentre chi delinque viene fermato. Qualcuno capirà che Pescara non è città dove si può bivaccare e delinquere». In vista di una possibile, anzi probabile nuova occupazione degli spazi Clerico, da parte di chi non ha né una casa né alcun tipo di assistenza, Masci fa sapere che si sta lavorando, a livello amministrativo, per una soluzione, accelerando i tempi. «Quei palazzi tra un anno non ci saranno più», dice Masci dopo aver registrato «la disponibilità della proprietà» a parlare del da farsi. «Lì ci sarà altro, per cui si ripulirà e sarà risanata una zona degradata». Il sindaco vuole trovare delle soluzioni anche per il vicino “ferro di cavallo”, dove si spaccia. E in via Lago di Borgiano vuol far «abbattere i palazzi sgomberati per fare una piazza o un parco, un’area a disposizione dei cittadini». Altra promessa: «A settembre cominceranno gli sgomberi della case popolari: in questa città devono tornare ordine e pulizia».
L’autrice del dossier sulle vergogne di questa zona di periferia, Francesca Di Credico, presidente del comitato di quartiere “Per una nuova Rancitelli”, non può che essere soddisfatta del blitz di ieri ma sa che non è risolutivo. «È un bene che abbiamo fatto questa specie di bonifica, ma rimane la palude, che andrebbe prosciugata. E il problema di questo accampamento non si risolve se non si trova soluzione di carattere sociale. Queste persone, che ora si sparpaglieranno sul territorio, vanno aiutate, quanto meno chi accetta, e si deve trovare il modo per non farle stare in mezzo alla strada, visto che si bucano sotto i nostri occhi. So già che torneranno. Anzi: qualcuno si è già fatto avanti poche ore dopo il blitz».