Via Trigno, scatta il blitz nel palazzo degli stranieri

PESCARA. Incursione lampo dei carabinieri, ieri in via Trigno, che hanno ispezionato e monitorato il palazzo della vergogna, dove vive una folta comunità di nigeriani e senegalesi, situato a confine...
PESCARA. Incursione lampo dei carabinieri, ieri in via Trigno, che hanno ispezionato e monitorato il palazzo della vergogna, dove vive una folta comunità di nigeriani e senegalesi, situato a confine con via Ilaria Alpi, a ridosso di via Tavo, quartiere Rancitelli.
Il blitz in sordina degli uomini dell’Arma è avvenuto intorno a mezzogiorno. In tarda mattinata il comandante provinciale dei carabinieri Marco Riscaldati e il comandante della compagnia Antonio Tricarico hanno eseguito un sopralluogo nello stabile dove vivono nuclei di nigeriani e senegalesi, dediti ad «attività illecite, scorribande e liti», a detta dei residenti della zona, esasperati dagli episodi di violenza che vanno avanti da mesi e mesi.
Dopo le denunce al Centro dei cittadini che gravitano e risiedono intorno al fabbricato, teatro di «risse, spaccio, schiamazzi e feste rumorose in strada», sono stati ulteriormente intensificati i controlli dei carabinieri che proseguono su tutto il territorio con una serie di focus sulle zone calde della città. Dopo l’arrivo dei vertici dell’Arma, ieri mattina, la zona, nelle vicinanze di una attività commerciale tra via Trigno e via Sangro, è stata presidiata per ore da una pattuglia dei carabinieri che ha effettuato controlli alle auto in sosta attraverso i sistemi informatici delle gazzelle.
Una di queste aree critiche della città è proprio il fabbricato malmesso di via Trigno (a pochi passi da dove nasceranno i nuovi appartamenti Ater) dove la comunità di stranieri alloggia in appartamenti stretti e fatiscenti. Alcuni di loro dormono direttamente sui balconi, in condizioni di degrado totale.
La rabbia della gente perbene è esplosa dopo una animata discussione tra immigrati e residenti che si è accesa nella zona dopo i festeggiamenti per un matrimonio nigeriano. I cittadini hanno mal digerito i comportamenti degli invitati che hanno degustato le pietanze sopra i tettucci delle automobili di proprietà dei residenti. Micce quotidiane che si accendono in un luogo già focolaio di un degrado difficile da spegnere quando la convivenza tra le varie etnie e gli italiani diventa incandescente.
I cittadini hanno raccontato al Centro la difficoltà di vivere in un quartiere dove «le risse, gli schiamazzi, gli urli, sono all’ordine del giorno».
Gli stranieri «bevono, si fanno canne, urinano ovunque, comprano birra e vino a tutte le ore, spacciano», riferiscono i residenti che assistono impotenti a ciò che avviene sotto i loro occhi e si sentono costretti a difendersi allertando polizia, vigili, carabinieri e guardia di finanza. Le pattuglie arrivano, controllano, ispezionano. Ma la situazione non cambia.
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