Via Vestina in lutto, è morto l’orafo Tabilio

Aveva 44 anni. Originario di Picciano, abitava a Penne e da oltre 20 anni lavorava a Montesilvano
MONTESILVANO. A Montesilvano e nei paesi vicini lo conoscevano tutti per la sua attività di orafo, che svolgeva da più di 20 anni. Il suo laboratorio di via Vestina era un punto di riferimento. Due giorni fa, la notizia che nessuno avrebbe voluto ricevere. A 44 anni, dopo una breve malattia, è morto Guerino Tabilio. Lascia i genitori Nicola e Irma, la sorella Paola e il fratello Franco. I funerali si terranno, oggi alle 10.30, nella chiesa di San Rocco a Piccianello. Tabilio era infatti originario di Picciano, e risiedeva a Penne, dove era cresciuto e aveva studiato. «Mio zio», racconta il nipote Fiorenzo Mazzocco, «aveva frequentato a Penne l’Istituto d’Arte. Terminati gli studi, aveva iniziato subito a lavorare come orafo. Più che un lavoro, quella per l’oreficeria e la gioielleria era una passione. Nonostante la malattia, sino a quando ha potuto, ha continuato ad andare nel suo laboratorio, che era sempre pieno di amici. Lo conoscevano ovunque. Era un uomo sensibile e altruista. E poi adorava la sua cagnolina Luna, da cui non si separava mai». Ieri, via vai di gente nella camera ardente allestita nell'abitazione dei genitori ad Elice.
«Era una persona straordinaria», sottolinea Antonino Donatelli, responsabile di agenzie nel settore della sicurezza. «Ho conosciuto Guerino tanti anni fa. Da ragazzo lavorava nelle discoteche, fra Pescara e Montesilvano, come pr. Ha avuto sempre molti amici». Cordoglio da parte dei commercianti della Colonnetta, a Montesilvano. «Era la persona più buona del mondo», dice Loredana, titolare di una piccola pasticceria, proprio accanto alla sua attività. Lui c’era sempre per tutti». Decine le testimonianze di affetto anche sui social. «Durante il lockdown», scrive l’avvocato Marino Marini, «passavo e ci prendevamo il caffè per strada, fuori dal suo negozio, che si trova lungo il tragitto per andare in studio e in tribunale. Ne abbiamo fatte tante insieme, a tutte le età. Amici da sempre, di quella amicizia vera, bella e genuina. Mi chiamavi», dice rivolgendosi a lui, «avvocatone e io ti chiamavo artista. Sei stato un amico speciale perché eri una persona speciale, per tutti». (a.d.f.)

