«Viabilità e scuole Ci pensi il governo»

PESCARA. Il canto del cigno delle province del Centro Italia, strette tra emergenze e calamità naturali da un lato e assenza dei fondi dall'altro, è affidato alla voce autorevole di Achille Variati,...
PESCARA. Il canto del cigno delle province del Centro Italia, strette tra emergenze e calamità naturali da un lato e assenza dei fondi dall'altro, è affidato alla voce autorevole di Achille Variati, il presidente dell'Upi (Unione province italiane) che venerdì ha incontrato a Pescara i colleghi abruzzesi. «Quello che è successo in questi giorni in Abruzzo poteva capitare in qualsiasi altra parte d'Italia», dice Variati, forte dell'esperienza come sindaco e presidente della Provincia di Vicenza. «In questa circostanza i presidenti delle Province hanno fatto molto più di quanto fosse nelle loro reali competenze. Hanno garantito dei servizi pur senza avere la copertura finanziaria. Negli ultimi 2 anni il governo ha distolto 2 miliardi dai nostri bilanci per riportarli nel calderone delle casse pubbliche. Deve essere chiaro che questa scelta ha messo a rischio i servizi ordinari sui territori, incidendo sui livelli di sicurezza dei cittadini. Se fossimo stati dei burocrati in queste situazioni di emergenza avremmo bloccato tutto, ma invece abbiamo continuato a lavorare». «Oggi», rimarca Variati, «le province sono tutte in predissesto. Se non hai i quattrini non puoi asfaltare le strade, coprire le buche e sfalciare l'erba, per non parlare dei lavori antisismici nelle scuole. La riforma in sé non è sbagliata, ma l'errore del governo Renzi è stato di non averla finanziata. Abbiamo già riferito a Mattarella che un organo costituzionale come le province rischiano il crollo come mai avvenuto dall'Unità d'Italia. Adesso ci rivolgiamo a Gentiloni: tocca a te, non servono promesse ma cose reali, c'è bisogno subito di 500 milioni di euro per i servizi ai cittadini». Da Pescara all’Aquila a Chieti e Teramo l'emergenza è una costante. «Da una settimana», ammette Emilio Cipollone, «all'Aquila i genitori sono in rivolta poiché le scuole non sono praticabili. Stesso discorso per le strade: dobbiamo gestire 1.830 chilometri, una cifra altissima, e nonostante questo siamo riusciti a far partire 21 mezzi spalaneve». «E' stato smantellato un sistema», dice Domenico Di Sabatino, presidente della Provincia di Teramo, «in questi giorni ho speso 5 milioni di euro e non so chi me li rimborserà». «Siamo diventati il bancomat del Governo», incalza Mario Pupillo (Chieti), «abbiamo messo in campo 100 mezzi tra i nostri e quelli noleggiati da 70 ditte esterne e abbiamo speso 4 milioni».
Ylenia Gifuni

