Viadotto pericoloso Appello al prefetto

MANOPPELLO. La consigliera Barbara Toppi definisce «non adeguata a scongiurare pericoli per gli automobilisti» l'ordinanza, del dirigente del settore Viabilità della Provincia, relativa al ponte sul...
MANOPPELLO. La consigliera Barbara Toppi definisce «non adeguata a scongiurare pericoli per gli automobilisti» l'ordinanza, del dirigente del settore Viabilità della Provincia, relativa al ponte sul Pescara tra Manoppello e Rosciano. Scrive dunque al prefetto Vincenzo D'Antuono e al sindaco Gennaro Matarazzo, quali rappresentanti istituzionali preposti alla pubblica sicurezza, per chiedere una verifica sull’affidabilità strutturale del viadotto per garantire la pubblica incolumità.
A preoccupare la Toppi è lo stesso tenore dell'ordinanza, da lei definito allarmante, che descrive come si siano «innescati processi erosivi dell'alveo e di sifonamento della struttura trasversale con conseguente instabilità dell'alveo stesso, degli argini e, quindi, delle opere fondali del ponte stradale».
Il flusso delle acque accresciuto soprattutto negli ultimi tempi ha infatti pian piano scalzato al piede i piloni di sostegno mettendo a rischio instabilità del viadotto. Per Toppi, aver istituito il divieto di transito ai veicoli con peso superiore a 3,5 tonnellate e un limite di velocità di 30 km/h non rappresenta una misura cautelativa sufficiente a garantire la sicurezza. Nell'ordinanza, del resto, si legge che «la situazione determina grave pericolo per l'incolumità pubblica in relazione all'assenza delle sufficienti condizioni di sicurezza», e «si ritiene indispensabile l'immediata interdizione del traffico».
La consigliera sollecita verifiche tecniche in caso di transito simultaneo di veicoli con peso inferiore a 3,5 tonnellate, carico che può essere raggiunto dalla somma del peso di veicoli che attraversano contemporaneamente il ponte nei due sensi o incolonnati perché in marcia a meno di 30 km/h.
«In tali condizioni non sarebbe meglio restringere la carreggiata a un solo senso» si chiede Toppi. «E se è vero che il pericolo è alto, perché non chiudere la strada»?
Walter Teti
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