Viaggi, auto di lusso e giocate al casinò con i fiumi di denaro dei finti incidenti

Le carte dell’inchiesta di Squadra mobile e Finanza svelano la bella vita della banda composta da avvocati e medici: usati i soldi dei risarcimenti-truffa per una crociera nel Mediterraneo e comprare una casa sul lungomare di Francavilla
CHIETI. Dai viaggi all’estero in scenari paradisiaci alle scommesse nei casinò, da una crociera nel Mediterraneo a un appartamento comprato a due passi dal mare, passando per le auto di lusso. Così venivano usati i soldi ottenuti con l’inganno dalla banda di insospettabili, capeggiata dall’avvocato Alfonso Zinni del foro di Chieti, che organizzava finti incidenti stradali e che, per dirla con le parole del giudice Luca De Ninis, ha provocato «gravi ricadute in danno dell’intera collettività, esposta a significativi incrementi dei premi assicurativi per ristabilire l’equilibrio economico delle compagnie vittime delle frodi».
A svelarlo è stata l’inchiesta con 76 indagati, condotta dalla polizia di Stato e dalla guardia di finanza di Chieti, sfociata due giorni fa in cinque arresti (ai domiciliari), due obblighi di presentazione in questura e divieti di svolgere la professione nei confronti di quattro avvocati, tre medici, un tecnico radiologo e un ausiliario socio sanitario.
Le indagini della Squadra mobile (diretta dal commissario capo Nicoletta Giuliante) e del Nucleo di polizia economico finanziaria (al comando del tenente colonnello Giuseppe Saviello), sotto il coordinamento del sostituto procuratore Giancarlo Ciani, hanno consentito di ricostruire anche come sono stati impiegati i ricchi risarcimenti spillati da questa «associazione per delinquere» in giacca e cravatta e camice bianco che non si faceva scrupoli a ingaggiare indigenti pronti a sopportare persino bastonate alle articolazioni per procurare fratture reali e mettere a segno la truffa.
È così emerso, tanto per fare un esempio, che 1.957 euro relativi a un risarcimento per un sinistro mai avvenuto sono serviti per pagare parzialmente una crociera nel Mediterraneo della durata di otto giorni ad Alfonso Zinni e alla sua famiglia. L’avvocato, sempre in compagnia dei suoi parenti, si è concesso anche una vacanza a Zanzibar, arcipelago della Tanzania al largo delle coste dell’Africa orientale, grazie a un indennizzo per il solito falso schianto architettato con i complici. Fiumi di denaro procacciati a ritmo di frodi sono stati usati per giocare d’azzardo nei casinò più grandi e famosi d’Europa, da quello di Zurigo al Perla di Nova Gorica: «in un breve arco temporale», come annotano le fiamme gialle, si volatilizzavano anche cifre importanti, nell’ordine di 10.000 euro. Così come non si contano le puntate al Casinò Le Palme di San Giovanni Teatino e al Bingo di Pescara.
Viaggi in luoghi da sogno e scommesse, certo, ma non solo: le auto di lusso sono un’altra passione dell’avvocato Zinni che, pur non avendo avuto neppure un cliente nel lungo periodo in cui è stato sottoposto a intercettazioni telefoniche e telematiche (lo scrive il giudice), si è potuto togliere lo sfizio di viaggiare su una fiammante Audi Q7 presa in «locazione finanziaria» da un noto autosalone. A pagarne una parte, ovvero 17.620 euro, è una donna che ha ricevuto un ricco risarcimento dopo aver accettato il ruolo di “attrice” in un finto investimento sulle strisce pedonali. Nell’elenco delle macchine comprate con il denaro provento di frode ci sono anche un’Audi A5 e una Maserati Quattroporte usata. Un altro risarcimento scaturito da un falso sinistro è stato «integralmente conferito alla famiglia Zinni», che ha acquistato una casa da 75.000 euro sul lungomare di Francavilla, in via Figlia di Iorio.
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