Viaggio nel cuore della movida: torna la paura, sì alle mascherine

23 Agosto 2020

Nostra cronista nelle zone del divertimento: manifesti e megafoni per mettere in guardia i cittadini Forze dell’ordine ovunque: la maggior parte dei pescaresi accetta le regole. E chi sgarra viene multato

PESCARA. Una nuova movida. La prima dopo la stretta decisa dal Governo per contenere la curva dei contagi. Con le mascherine che tornano a coprire i visi abbronzati degli adolescenti che si ammassano a fiumi nel cuore pedonale di Pescara, tra piazza Muzii e le strade adiacenti. Non più legate al polso come braccialetti oppure alla spalla, modello fascia di capitano, sono l’accessorio che più salta all’occhio nel primo sabato sera dopo le norme più restrittive volute dal ministro della Salute Roberto Speranza per cercare di arrestare la nuova impennata di positivi al Covid tra i giovanissimi e dopo l’appello del sindaco Carlo Masci al rispetto di distanziamento e protezioni individuali.
Le prove generali dei giorni scorsi, tramite ammonimenti verbali e prevenzione per strada da parte degli agenti della polizia locale, schierati in sette ieri sera nelle aree più affollate e quindi più a rischio assembramenti, iniziano a dare i primi risultati. Il diktat emerso nel tavolo per l’ordine e la sicurezza pubblica, coordinato dal prefetto Giancarlo Di Vincenzo, prevede controlli serrati e multe salate per chi non porta la mascherina (le sanzioni partono da un minimo di 400 euro). Ma, rimbrotti a parte per chi siede sulle panchine o è a spasso con le mascherine tenute sul mento e non su bocca e naso, anche tramite avvertimenti ripetuti dai vigili urbani con i megafoni, sono in tanti in realtà a rispettare alla lettera le normative e a indossare le protezioni anche in bicicletta o sul monopattino, cosa che non succedeva fino a una settimana fa, per poi toglierle o abbassarle quando ci si siede ai tavolini apparecchiati per l’aperitivo o per la cena.
L’avviso che obbliga i pescaresi ad andare in giro con le mascherine anche all’aperto, dalle ore 18 alle 6 del mattino, campeggia sui supporti colorati di rosso posizionati dai vigili urbani per delimitare il cuore pulsante del divertimento del sabato sera: agli incroci tra via Battisti e via Piave e tra piazza Muzii e via Quarto dei Mille. «Ben vengano le mascherine, specie se possono evitarci un nuovo lockdown», dice Jacopo Mascioli, barman e titolare di VinAmore, «è una questione di salute, prima che economica, perché qui fuori la situazione è ingestibile. Noi ci teniamo molto che le regole siano rispettate: comunichiamo ai clienti, all’ingresso, che dal momento in cui si alzano dal tavolo devono indossare la mascherina obbligatoriamente. Ma non tutti lo fanno. Confrontandomi con i miei colleghi, ci siamo accorti che sono più gli adulti dei giovani a fare finta di niente. Noi dobbiamo vigilare e richiamare i comportamenti scorretti, ma o pensiamo a lavorare oppure ci trasformiamo in controllori. È per questo che ci siamo appoggiati a un servizio di vigilanza privato». «Il problema non è dentro ai locali o nelle aree di pertinenza, ma fuori», rimarca Giuseppe Scampoli, titolare del ristorante “La cucineria” in via Clemente de Cesaris, «da quando è uscita l’ordinanza del Ministero non ho notato atteggiamenti molto diversi da parte delle persone, se non un’attenzione lievemente maggiore, ma è tutto molto soggettivo. Molti gestori si lamentano per gli orari stringenti e per i controlli, ma la verità è che hanno avuto il doppio degli spazi a loro disposizione e hanno dovuto addirittura acquistare tavoli in più».
Se nelle strade del centro i vigili urbani sono comparsi già dal tardo pomeriggio di ieri, incaricati dal Viminale tramite il prefetto di partecipare alle verifiche, lungo la riviera invece si sono dati il cambio fino all’alba i gruppi interforze formati da carabinieri, poliziotti e finanzieri con il compito di controllare il debutto della nuova disposizione del governo. Tra i pescaresi in giro, i timori per l’emergenza sanitaria si incrociano con la voglia di divertirsi e godersi gli ultimi giorni di vacanza prima del rientro a scuola dopo i lunghi mesi di lockdown. «Adesso non indossiamo la mascherina perché siamo in una zona poco affollata», dicono alcuni ragazzi Lorenzo, Noemi, Sara e Francesca riuniti accanto alla Nave di Cascella, «però ce l’abbiamo dietro e se andiamo alle Merci la mettiamo sicuramente. Il Covid ci fa paura e non vorremmo assistere a nuove chiusure, soprattutto in vista del nuovo anno scolastico. Abbiamo voglia di tornare a scuola e non rinchiuderci in casa come già successo nei mesi scorsi».
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