Viaggio nella #Malascuola Pescara: Istituto Alberghiero, ogni giorno un’odissea

3 Dicembre 2015

Allievi e docenti dell’istituto De Cecco costretti a spostarsi in nove sedi per portare avanti tutte le attività didattiche. Basta un click per raccontare le brutture delle scuole: invia una foto, geolocalizzandola, con l'hashtag #malascuola su Instagram o invia una mail a red.pescara@ilcentro.it

PESCARA. L'Alberghiero si fa in nove per assicurare il futuro didattico e professionale dei circa 1.800 studenti. L'istituto professionale Servizi per l'Enogastronomia e l'ospitalità alberghiera "Filippo De Cecco", questa la dicitura esatta, non è una sola scuola. Sono nove distaccamenti sparsi per la città che inglobano in totale 75 classi.

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Si contano le sedi principali in via dei Sabini e via Italica, a Portanuova, che raggruppano circa 1.200 alunni; le dislocazioni proseguono all'istituto Di Marzio (250 studenti); all'Aterno-Manthonè (100); nella scuola elementare di piazza Grue (200); i laboratori in uso allo stabilimento balneare La Playa di Portanuova e l'hotel Antagos di Montesilvano verso i quali la Provincia eroga 6mila euro mensili ciascuno per l'uso delle cucine; i laboratori di via Tirino chiusi dai Nas all'inizio dell'anno scolastico e il convitto con sede all'hotel Excelsior di Montesilvano.

Un primato negativo che costringe allievi e docenti a trasferimenti quotidiani da una scuola all'altra, con conseguenti disagi. Una situazione complicata che nasce dalla chiusura dei laboratori di via Tirino, causa l'inagibilità dichiarata dai varabinieri del Nas in alcuni locali cucina e dai ritardi nelle ristrutturazioni in seguito al crollo del soffitto di una palazzina e al ripristino di una scala di sicurezza nella sede di via dei Sabini, per i quali la Provincia ha stanziato circa 600mila euro per gli interventi di adeguamento strutturale e la messa in sicurezza, invocati più volte dalle proteste studentesche.

La preside dell'Alberghiero, Alessandra Di Pietro, ha ricevuto rassicurazioni dalla Provincia circa la riconsegna dei lavori entro i primi di gennaio 2016. Opere di riqualificazione che tuttavia non sono ancora partite, visto che il programma dei lavori pervede i via a partyire dal 10 dicembre. La situazione più disagevole, al momento, resta quella della sede di via Italica dove gli studenti, tra i quali 180 diversamente abili, convivono con infiltrazioni d'acqua nelle aule e nei corridoi quando piove, muri scrostati accanto ai termosifoni e soffitti coperti da reti di protezione, per evitare la caduta di calcinacci, installate 4 anni fa e mai smantellate. Il vice preside, Patricio Ciampani, ripercorre la cronistoria dei fatti che coinvolgono la confinante scuola materna Federico Fellini, secondo circolo didattico, i cui locali fanno blocco unico con l'Alberghiero: «Un distaccamento degli intonaci nella materna causò la chiusura del plesso e, per alcuni giorni, di cinque aule dell'Alberghiero sovrastanti l'asilo, tutte dichiarate immediatamente inagibili. Gli alunni, di conseguenza, hanno fatto lezione a rotazione fino a interventi conclusi di sistemazione degli intonaci e posizionamento delle reti. A scuola ci si chiede «per quanto tempo ancora dovremo convivere con queste reti sigillate sulle nostre teste».

Reti, peraltro, poste a protezione da eventuali cadute di calcinacci ma che, in realtà, assorbono anche le muffe causate dalle infiltrazioni d'acqua. Gli studenti temono per la loro incolumità e protestano nelle piazze, in attesa di poter avere «una sede unica o quantomeno via dei Sabini e i laboratori in via Tirino» per le lezioni di cucina che attualmente si svolgono nei ristretti spazi de La Playa e Antagos, che costano tra l’altro profumatamente alla collettività.

Nel frattempo, un'altra polemica comincia a prendere forma: perché la materna comunale, che dispone di una sede centrale ampia, occupa gli spazi che invece potrebbero essere destinati all'ampliamento dell'Alberghiero in via Italica? La succursale della materna del secondo circolo è situata all'interno del blocco alberghiero che fa angolo con via dei Peligni, ed è realizzata a forma di M. La materna dispone di sette aule che potrebbero essere messe a disposizione dell'alberghiero per risolvere il problema del sovraffollamento nelle classi.

Il professor Di Nico, dell’Alberghiero, fa notare che le scuole ospitanti «fanno quel che possono, però restano i disagi a causa della incompatabilità delle materie scolastiche. Alla Di Marzio, non abbiamo laboratori di cucina e al Manthonè i campetti per fare palestra hanno terreni incolti e impraticabili. In via dei Sabini, l'aula mutimediale è irraggiungibile a causa di una scala di sicurezza da mettere a norma».

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