Viaggio non rimborsato: fa causa a Costa Crociere

15 Luglio 2020

Avvocato pescarese aveva rinunciato alla vacanza nei Caraibi con moglie incinta e figlia piccola a causa del Covid. Ora chiede i danni per il mancato annullamento

PESCARA. La compagnia non annulla la crociera. La nave salpa ugualmente, riportando al rientro anche passeggeri contagiati, mentre lui rinuncia al viaggio prenotato con figlioletta e moglie incinta.
Edno Gargano, avvocato pescarese, tra i massimi esperti in Italia di diritto del Turismo, ha deciso di intentare una causa civile contro Costa Crociere, il colosso del trasporto marittimo. Alla base della scelta, il mancato annullamento della crociera nonostante il Covid-19 e il conseguente mancato rimborso.
Nell'autunno scorso, Gargano aveva prenotato una vacanza ai Caraibi insieme a sua moglie in attesa e alla piccola di 3 anni. La crociera si sarebbe dovuta tenere tra il 29 febbraio e l'8 marzo. Il viaggio prevedeva la partenza dall'aeroporto di Pescara con un volo diretto a Guadalupa, per poi imbarcarsi sulla nave Costa Favolosa per un tour tra la Repubblica Dominicana, le Isole Vergini e le Antille. Il coronavirus aveva già cominciato a circolare in Italia, tanto che di lì a poco il premier Giuseppe Conte avrebbe annunciato il lockdown. La compagnia, però, non ha mai annullato la partenza, nonostante che, proprio in quelle settimane, diverse navi da crociera italiane fossero state bloccate nei porti e messe in quarantena. Gargano ha così optato per rinunciare al viaggio.
«Va sottolineato che l’altra grande compagnia competitor aveva prudentemente cancellato le crociere in partenza dalla fine di febbraio e disposto misure per la richiesta di rimborso», spiegano dallo studio legale in una nota, «mentre Costa Crociere decidendo di non annullare il viaggio, metteva incautamente in pericolo centinaia di passeggeri». Al rientro, proprio su Costa Favolosa, la nave sulla quale si sarebbe imbarcato il legale, una coppia di abruzzesi è risultata positiva al virus come anche altri passeggeri tra i 150 presenti e sottoposti a tampone. Gargano ha deciso di portare il colosso della navigazione di fronte al giudice di pace. «Il comportamento del vettore risulta chiaramente contrario», si legge ancora nella nota, «ai principi di buona fede e correttezza, nonché in netta violazione del diritto di recesso del viaggiatore per circostanze straordinarie e imprevedibili, garantito dal Codice del Turismo, tenuta in debita considerazione l’evidente irrealizzabilità della finalità turistica, ossia del pieno godimento della vacanza come occasione di svago e riposo».
Lo scorso 10 luglio si è tenuta la prima udienza di fronte al giudice di pace di Pescara e altri passeggeri della Favolosa sembrano seguire la scia legale di Gargano. (m.pa.)
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