Viale Marconi a quattro corsie Sale la rabbia dei commercianti

8 Ottobre 2021

Un gruppo di commercianti chiede all’assessore Albore Mascia un incontro: progetto da cambiare «Così spariscono i parcheggi e posti per carico e scarico: ripercussioni per migliaia di famiglie»

PESCARA. Viale Marconi, la «rabbia e la preoccupazione» dei commercianti «assediati» dai cantieri per la creazione delle isole spartitraffico, lavori avviati dal Comune con l’obiettivo di snellire il sistema di trasporto pubblico con la creazione di 4 corsie.
Ma «senza posti auto davanti ai negozi gli incassi crolleranno», lamentano gli esercenti che hanno le attività nel tratto di via Marconi a confine tra via Masci, e via Marino da Carmanico, «e avremo grosse difficoltà con i carichi e scarichi delle merci se i camion non potranno parcheggiare nelle vicinanze delle attività. È necessario rivedere il piano traffico di viale Marconi e delle vie circostanti». È l’appello lanciato da un gruppo di negozianti, macelleria Spina, pizzeria Marconi, libreria Regina, tabaccheria rivendita 46, Arredo casa, Naturalmente vino, Shans calzature, Danzo-iRiparo telefonia, Mama, Regina librerie, che, attraverso il loro portavoce, l’architetto Franco Fiadone, hanno chiesto un incontro con l’assessore alla Viabilità Luigi Albore Mascia. Lo hanno fatto attraverso una lettera inviata ieri all’amministratore: «Siamo un gruppo di cittadini che vivono quotidianamente viale Marconi», scrivono, «nutriamo forti perplessità sui lavori di trasformazione della strada e fondati timori sulle nefaste conseguenze che essi potranno avere sulle nostre attività quotidiane, dal semplice parcheggio dei residenti, soprattutto diversamente abili e chi ha limitata capacità motoria, alle più complesse attività legate al lavoro tra gli spostamenti dei titolari, dei dipendenti, accesso ai locali della clientela, carico e scarico merci». «Senza dimenticare», proseguono, «che eventuali interventi di manutenzione sugli edifici saranno possibili solo bloccando il marciapiede».
Ripercussioni per «migliaia di persone che vivono e lavorano in viale Marconi». Mascia ha risposto immediatamente alle sollecitazioni degli esercenti, attraverso una telefonata intercorsa con Fiadone. Il quale, progetti di ristrutturazione alla mano, sostiene di «non essere rimasto soddisfatto» delle argomentazioni dell’assessore che ha difeso la bontà dei lavori in corso, il cui obiettivo è «rendere efficiente il sistema di trasporto pubblico».
Ed ecco le ragioni dei commercianti. Francesco Spina, macellaio: «Mi arrivano camion di merce 4 o 5 volte al giorno: come faccio a scaricare quintali di carne in una zona di carico e scarico lontano dal negozio? Perderemo clienti e almeno il 20% degli incassi. Stanno penalizzando viale Marconi che dovrebbe essere a senso unico dallo stadio al centro e cambiare il senso di marcia di viale D’Annunzio, dal centro storico allo stadio».
Marco D’Addario con Monica Tolomeo, titolari di Shans calzature, puntano il dito sulla carenza di parcheggi: «Non ce ne sono neppure ora, figuriamoci dopo, a cose fatte. Siamo costretti a far misurare le scarpe in macchina ai clienti, che arrivano soprattutto da fuori città, perché non trovano un posto dove fermarsi». Fiadone con Danilo Macolino, i Riparo: «L’assessore dice che i parcheggi sono allo stadio, cioè a un chilometro da qui. Ma come fanno gli anziani ad arrivare da noi? I cantieri sono talmente invasivi che pure i bus finiscono contro le transenne».