Viale Marconi, ancora proteste: nuovo ricorso contro il progetto

Gli avvocati del comitato hanno deciso di impugnare anche l’ordinanza che istituisce le corsie per i bus Intanto è tutto pronto per la manifestazione di sabato: richiesta l’autorizzazione per 500 persone
PESCARA. Si amplia la contestazione legale del comitato Salviamo viale Marconi. I commercianti e i residenti, assistiti dagli avvocati Augusto Careni, Claudio e Matteo Di Tonno, hanno deciso di impugnare l'ordinanza con cui il Comune il 17 gennaio scorso ha istituito le corsie preferenziali lungo la strada della discordia. Il ricorso al presidente della Repubblica va ad ampliare quello già presentato nei mesi scorsi e inerente la legittimità del progetto. L'attenzione del comitato si è concentrata sul provvedimento dirigenziale, per il quale già a gennaio aveva prodotto una nota di contestazione e un'istanza di accesso agli atti.
Per i legali sono emersi ulteriori aspetti che avvalorano la tesi dell'illegittimità. «L'ordinanza si basa sul presupposto, per cui su viale Marconi dovrebbero transitare un sistema Brt, (i bus rapid transit) e i mezzi di proprietà comunale provenienti da strada parco. Il ministero competente, però, ha respinto la domanda di finanziamento per il Brt formulata dal Comune, definendo il progetto carente dal punto di vista dell'analisi trasportistica e della chiara identificazione degli interventi», spiega l'avvocato Augusto Careni.
Ad aggravare il quadro, secondo i legali, lo studio di microsimulazione del traffico richiamato nella delibera di giunta. «Con l'accesso agli atti», dice ancora Careni, «abbiamo visionato due video, uno relativo alla simulazione dello stato di fatto, l'altro dello stato di progetto. Entrambi depongono una illegittimità dell'azione amministrativa». Il video sullo stato di fatto viene definito «anonimo e non attendibile», in quanto privo di collocazione temporale dei flussi di traffico. «Il secondo, sullo stato di progetto, porta una simulazione su una strada a tre corsie, di cui una per i mezzi pubblici, con una pista ciclabile a doppio senso e stalli per la sosta laterali. Elementi non rispondenti alla realizzazione».
Intanto prosegue l'organizzazione della manifestazione di sabato. Il comitato scenderà in strada in un corteo, per il quale è stata richiesta l'autorizzazione per 500 persone, con partenza alle 10,30 dall'incrocio con viale Pepe, per attraversare viale Marconi fino a sotto il Comune. «Finora l'amministrazione è stata sorda», dicono i portavoce del comitato, Fabiana Tenerelli e Lucio Marinelli, «quindi non pensiamo che ci ascolteranno, ma vogliamo alzare la voce e far capire che siamo in tanti a vedere questo progetto per quello che è, la causa della desertificazione di viale Marconi».
La protesta non sarà incentrata solo su viale Marconi, ma ha trovato l'adesione di altri distretti della città: strada parco, piazza Muzii, i commercianti del centro e i gestori di Pescara vecchia. «Aderiamo per dare la nostra solidarietà» dice Olivia Chiarolla, commerciante del centro e referente di Ascom, «è evidente a tutti che è stato compiuto un progetto improponibile, ma anche per testimoniare i nostri problemi. Si stanno facendo tante scelte che stanno andando nella direzione contraria di quella che dovrebbe essere l'ambizione turistica e commerciale di Pescara». «Il problema di fondo è l'amministrazione Masci, poi ogni distretto ha le sue motivazioni differenti», aggiunge Filippo De Bonis, esercente di piazza Muzii.

