Viale Marconi, appalto al rialzo Al voto l’inchiesta del Comune

Martedì in consiglio la proposta di una commissione d’indagine sulle spese dei lavori lievitate Si annuncia una seduta di fuoco mentre l’amministrazione Masci vuole rimettere i parcheggi tolti
PESCARA. L’appalto di viale Marconi, cominciato con una spesa prevista di 970mila euro e finito con un esborso per il Comune di 1,7 milioni, ha provocato «un danno e/o un pregiudizio» alle casse di Pescara? È questa la domanda che, entro il prossimo 10 aprile, potrebbe trovare una risposta. Martedì 19, dalle ore 8.30, il caso della strada a 4 corsie, due riservate agli autobus con la sparizione dei parcheggi, sarà al centro del consiglio comunale. Al voto la proposta di introdurre una commissione speciale d’indagine sul cantiere contestato.
Dopo mesi e mesi di proteste con residenti e commercianti mobilitati, scontri politici con denunce all’Anac, una causa pendente in Consiglio di Stato, ecco un’altra puntata che potrebbe portare all’apice della lite. Perché sullo sfondo l’amministrazione Masci è pronta, «entro fine mese», a cambiare la viabilità di viale Marconi togliendo la corsia dei bus lato monti e ripristinando i posti auto. Una manovra a meno di tre mesi dalle elezioni amministrative del 9 giugno. La decisione è arrivata dopo le elezioni regionali di domenica scorsa vinte da Marsilio: ma in città, non ha vinto il centrodestra di Marco Marsilio ma il centrosinistra di Luciano D’Amico (52,29% contro il 47,71%; coalizioni al 50,85% e 49,15%). In un’intervista al Centro, Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale uscente e più votato del centrodestra con 8.822 preferenze, ha dichiarato: «Do per scontato che in viale Marconi si intervenga entro fine mese», queste le parole del capo provinciale di Forza Italia, stesso partito del sindaco Carlo Masci.
La proposta di un’indagine comunale porta la firma dei consiglieri comunali di opposizione, il candidato sindaco Carlo Costantini e poi Paolo Sola, Massimo Di Renzo, Erika Alessandrini del M5S, Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli e Marco Presutti del Pd, Mirko Frattarelli e Giovanni Di Iacovo (Sclocco sindaco), con l’appoggio esterno di Antonio Blasioli, riconfermato consigliere regionale Pd. La minoranza vuole una commissione d’indagine per «acquisire tutti gli elementi di conoscenza necessari all'accertamento puntuale di ogni eventuale e potenziale danno e/o pregiudizio arrecato all’integrità del bilancio comunale in relazione ai fatti relativi all’intervento eseguito in viale Marconi e già resi evidenti negli atti di collaudo». E quelle carte parla di almeno 271mila euro di lavori che non sarebbero stati eseguiti o sarebbero stati fatti male.
Se ci fossero i numeri per approvare l’istituzione della commissione, questa sarebbe composta al 60% da consiglieri di opposizione e per il restante 40% da consiglieri di maggioranza; il presidente sarebbe votato dai membri della commissione nella prima seduta. E la commissione avrebbe un tempo limite e stringente: «Il termine finale per il deposito delle due relazioni (una di maggioranza e una di minoranza, salvo accordo sulla stesura di una unica relazione) è fissato al 10 aprile». E le relazioni sarebbero discusse successivamente, nel primo consiglio utile, ormai in piena campagna elettorale.
La proposta dell’opposizione contiene anche un dettaglio tra le righe e cioè la richiesta di inserire nei controlli amministrativi anche «tutti gli altri appalti sottoposti alla direzione dell’ex dirigente comunale finito agli arresti».

