Viale Marconi, arriva la diffida al Comune

Il comitato cittadino: «Non ci interessano i parcheggi, non vogliamo le 4 corsie, così ci distruggono»
PESCARA. Una diffida indirizzata al Comune per sospendere il progetto e assumersi ogni responsabilità, danni inclusi. Un’altra istanza alla Regione, per verificare la procedura con cui si stanno portando avanti i lavori. Sono i prossimi passi del comitato Salviamo viale Marconi che sta portando avanti la battaglia contro la realizzazione delle quattro corsie. «Non ci interessano i parcheggi. Vogliamo sederci a tavolino e ridiscutere completamente il progetto. Quattro corsie qui non ci entrano».
Tagliano corto la presidente Fabiana Tenerelli e uno dei portavoce, Lucio Marinelli, che replicano all’assessore al Commercio Alfredo Cremonese. L’esponente di giunta, accusato nei giorni scorsi dagli esercenti di non aver preso posizione, e che ha rivendicato la paternità di una riunione del comitato con il sindaco Carlo Masci, ha annunciato 200 parcheggi in 4 punti per la sosta a tempo. Ma gli esercenti non ci stanno. «Cremonese si riferisce a una riunione che risale a diverse settimane fa. Prima di allora non si era occupato della questione, e dopo di allora ha continuato a disinteressarsene», dicono. «Forse dovrebbe domandarsi il perché è sorto il comitato».
Secondo Tenerelli e Marinelli, i lavori, non ancora conclusi, stanno generando le prime conseguenze sugli incassi. «Siamo 140 attività», spiegano «con una media di 400 stipendi. Stiamo subendo i danni già oggi, figuriamoci quando la strada sarà finita. Se si andrà avanti così chiuderemo tutti con un danno da almeno 13 milioni di euro per le sole attività economiche, a cui si aggiungerà quello per la svalutazione degli immobili. Questo progetto è una concreta minaccia. Siamo già sofferenti, veniamo da 2 anni di Covid, due lockdown e chissà cosa ci riserva il prossimo futuro. L'assessore non ci ha difeso di fronte a un’amministrazione sorda, insensibile e incapace di creare un progetto senza calpestare le nostre esigenze. Ecco perché ci siamo dovuti armare da soli e abbiamo creato il comitato».
Altro aspetto evidenziato da “Salviamo viale Marconi” è il traffico. «A metà dei lavori, si creano ingorghi almeno per un chilometro in direzione sud-nord fino al ponte alle 9 di mattina, con auto a passo d’uomo all’uscita dell'asse attrezzato. Quando finiranno, dove arriveranno le file?», domanda Tenerelli. Nei giorni scorsi con oltre cento firme, il comitato, tramite il legale Augusto Careni, ha avanzato un’istanza al Comune di accesso agli atti. A breve «presenteremo una diffida, sempre al Comune», annunciano, «a stoppare ogni lavoro e ad accollarsi i danni. E stiamo preparando un’altra istanza alla Regione per verificare se ci sono state lacune nella procedura». A dare manforte al comitato anche le associazioni di categoria, Confcommercio, Confesercenti, Confartigianato, Casartigiani e Cna, che venerdì scorso hanno inoltrato una richiesta di convocazione urgente di una riunione congiunta delle commissioni Attività produttive, Lavori pubblici e Sicurezza e Mobilità.

