Viale Marconi, crescono le adesioni al corteo

Alla protesta del 26 marzo anche gli esercenti di piazza Muzii e centro storico. Ieri nuovo incidente
PESCARA. Si allarga ogni giorno di più la protesta organizzata per sabato 26 marzo. Pensato e promosso dal comitato Salviamo Viale Marconi, per ribadire con ancora più fermezza la contrarietà alla realizzazione delle 4 corsie, il corteo vedrà l'adesione anche di altri distretti di Pescara, per motivazioni diverse, ma tutti con un comune denominatore: il dissenso sulle decisioni prese dall'amministrazione di Carlo Masci.
Il corteo partirà alle 10,30 di sabato prossimo dall'incrocio con viale Pepe e si muoverà lungo viale Marconi, fino a piazza Italia, sotto la sede del Comune. Dopo incontri, commissioni, continue critiche, l'indizione di un concorso di idee rivolto a studenti di architettura e professionisti per elaborare proposte alternative, e parallelamente alla battaglia legale (con un ricorso al presidente della Repubblica sulla legittimità del progetto e una comunicazione all'Unione Europea sulla conformità tra lavori eseguiti e interventi finanziati, di cui si attendono risposte), il comitato Salviamo viale Marconi ha deciso di scendere in strada per far sentire in modo più netto la rabbia contro un progetto che, secondo i commercianti, ha già dimezzato gli incassi e reso insicura la strada, dove ieri mattina, si è consumato l'ennesimo incidente che ha visto coinvolti un autobus e un'automobile. Al corteo parteciperà anche il comitato Strada Parco Bene Comune, da sempre contrario ai lavori di realizzazione della filovia lungo l'ex tracciato ferroviario, il cui cantiere, peraltro, è partito da pochi giorni. Ci sarà poi una delegazione del distretto di piazza Muzii. Hanno deciso di unirsi al corteo, anche i gestori dei locali della zona centrale, ormai da mesi impegnati in uno scontro aperto con l'amministrazione per via delle ordinanze sindacali che limitano le aperture serali alla mezzanotte nell'infrasettimanale e all'una e mezzo il venerdì e il sabato, differenziando l'area rispetto al resto della città. A Carnevale i titolari dei pubblici esercizi avevano organizzato due giorni di serrata con manifestazione annessa a cui il sindaco aveva risposto con un video messaggio in cui stigmatizzava il modo di protestare degli esercenti.
Un'altra fronda di manifestanti sarà quella di Pescara vecchia. Gestori dei locali, fornitori, baristi e dj si uniranno al corteo. «Il settore della cultura, dell’intrattenimento serale e del food and beverage è stanco delle inutili e continue vessazioni che stanno uccidendo il cuore pulsante di una città che si dice a vocazione turistica», scrivono in una nota. «Sono due anni che, senza alcun confronto e senza alcuna reale logica di salvaguardia della salute pubblica, si alternano ordinanze che impongono orari di chiusura proibitivi, che limitano il nostro lavoro e la nostra vita sociale. Sempre con scarso preavviso e sempre a breve termine. Ora basta. Non possiamo più tollerarlo, soprattutto perché al momento non è possibile programmare e organizzare il nostro lavoro».

