Viale Marconi, l’accusa del Pd: 400mila euro per lavori inutili

23 Ottobre 2022

L’opposizione protesta: «Semafori, tombini e verde, la spesa sale e si accumulano ancora ritardi» I consiglieri chiedono chiarezza alla giunta Masci: «Solo guai dopo i cambi al nostro progetto»

PESCARA. Un cantiere che rischia di arrivare a 852 giorni, anziché i 189 inizialmente previsti, con una spesa aggiuntiva di più di 400 mila euro. Il tutto con atti di cui viene messa in dubbio la legittimità. Sono le nuove accuse che i consiglieri comunali del Pd, Piero Giampietro, Stefania Catalano, Francesco Pagnanelli, Marco Presutti e il consigliere regionale Antonio Blasioli hanno mosso ieri alla giunta Masci, chiedendo chiarimenti. Ma per ora l’assessore Luigi Albore Mascia preferisce non commentare.
Sotto i riflettori c’è ancora il cantiere di viale Marconi. Nel mirino la «seconda perizia di variante tecnica senza incremento dell’importo contrattuale relativa alla realizzazione del tracciato del trasporto pubblico in sede protetta», approvata dal Comune lo scorso 17 ottobre. Ma è proprio l’aspetto economico a suscitare i dubbi dei consiglieri di opposizione, che denunciano un incremento della spesa di 400 mila euro: «Con la prima perizia a settembre 2021, l’importo dei lavori era passato da 970mila euro a un milione e 108 mila circa», spiegano. «Con questa seconda perizia di variante si prende atto che nell’esecuzione degli interventi la ditta ha effettuato altri lavori. Una sorta di variante in sanatoria». Nell’atto si elencano una serie di somme che sarebbero state risparmiate e riutilizzate per altri lavori per mantenere inalterato l’importo. «Non è affatto vero che questa determina è a saldo invariato, in quanto sono state eseguite molte più opere a causa della carenza di progettazione. L’importo è di un milione e 108 mila euro per la società affidataria, la Rapino in base alla gara e alle perizie di variante, a cui però vanno aggiunti», spiegano i consiglieri, «180 mila euro per gli impianti semaforici il cui acquisto e posa erano stati assegnati sempre alla Rapino, per poi essere stralciati e assegnati con un altro appalto alla ditta Teknosignal; 49mila euro spesi dalla ditta Rapino per il rialzo di tombini e caditoie, e più di 20mila euro spesi per la sistemazione a verde fatta dalla ditta Il Melograno, portando quindi l’importo complessivo a 1 milione e 363 mila euro».
Per gli esponenti di minoranza, tutto è da ricondurre alla prima perizia di variante, quella con cui la giunta Masci, a settembre 2021, aveva cambiato il progetto e aggiunto la quarta corsia. «Da allora sono stati commessi errori su errori e questo nuovo atto è il caso in cui la toppa è peggio del buco», affermano. «Questa ennesima variante serve a mettere un maquillage, con un gioco di prestigio alla Mago Silvan, a un procedimento che altrimenti non potrebbe proseguire, perché il progetto avrebbe sforato i limiti consentiti per le varianti pari ad un quinto dell’importo e quindi sarebbe dovuto tornare in giunta dove avrebbero dovuto ammettere che era tutto sbagliato». Poi c’è l’aspetto temporale. «Per il progetto iniziale erano stati dati 189 giorni, ora la perizia ne dà 232, un lasso di tempo aggiuntivo per acquistare impianti semaforici, alcuni dei quali peraltro ci sono già. Qualora dovessero terminare il 6 dicembre, la durata complessiva del cantiere raggiungerebbe 852 giorni, cioè ben oltre il quadruplo del tempo previsto, facendo concorrenza alla Salerno – Reggio Calabria», ironizzano.