Viale Marconi, Masci non arretra: si va avanti con le quattro corsie

Bocciato l’ordine del giorno di centrosinistra, M5S e Azione. In aula anche negozianti e residenti: «È una tangenziale a tutti gli effetti, con evidenti problemi di sicurezza. Andiamo avanti con il ricorso»
PESCARA. «Più verde e più parcheggi, ma ormai la strada è stata tracciata». Non ha dubbi il sindaco Carlo Masci. «Su viale Marconi non si torna indietro». Lo ha detto a chiare lettere ieri alle battute finali di un dibattito che si è protratto per più di tre ore e che ha avuto al centro del consiglio comunale in sessione aperta, proprio il progetto di realizzazione di 4 corsie su viale Marconi.
Una riqualificazione che sin dai primi lavori è stata travolta dalle polemiche sollevando il malcontento di tanti. I residenti, i commercianti riuniti nel comitato Salviamo viale Marconi, appositamente costituito ormai da diversi mesi, le associazioni di categoria, la Fiab, i gruppi consiliari di minoranza, l'Automobile club di Pescara. Gli stessi che ieri hanno partecipato alla seduta per esprimere le proprie criticità. Il sindaco però, e poco prima l'assessore alla Mobilità Luigi Albore Mascia, hanno tolto ogni dubbio. Su viale Marconi si va avanti così, perché «a Pescara ci sarà una mobilità che partirà dai grandi alberghi di Montesilvano e arriverà al tribunale su percorso dedicato. Questa è la sfida e noi la vinceremo», ha detto il primo cittadino. Nessuna retromarcia, come rimarcato dalla bocciatura dell’ordine del giorno presentato dai consiglieri del centrosinistra, del Movimento 5 Stelle e di Azione.
«Questa amministrazione è completamente sorda alle critiche», afferma Piero Giampietro «e aggiunge la beffa di ulteriori piccole modifiche, perché si è resa conto del fallimento del progetto, tanto da non smentire il possibile ritorno a tre corsie spuntato nei giorni scorsi». «L’idea era di sospendere i lavori e dare mandato a un professionista competente per salvaguardare la sicurezza degli utenti», aggiungono i consiglieri del Movimento 5 Stelle che hanno evidenziato anche «la grande confusione sul tipo di trasporto pubblico che si vuole mettere in atto. A questo punto, se tutti sono d'accordo su quel progetto, viale Marconi riapra subito».
«Resta la sensazione che nemmeno l'amministrazione voglia fare questo progetto», commenta a margine della seduta Franco Pasetti, in rappresentanza del comitato Salviamo viale Marconi che nei giorni scorsi ha avviato una raccolta fondi per presentare il ricorso al Tar. «Loro vanno avanti e noi andiamo avanti nell’unica strada che ci resta, quella del ricorso. Non crediamo più alle promesse di modifiche su nuovi parcheggi o verde. Non c'è spazio», ha rimarcato durante il suo intervento. «Fin dall'inizio abbiamo evidenziato le problematiche di questo nuovo assetto viario. Non contestiamo la finalità, perché sarebbe assurdo criticare un percorso di transizione ecologica, ma a noi di ecologico qui non sembra ci sia assolutamente nulla. È ormai evidente che l'unico beneficiario di questi lavori sia il trasporto pubblico, peccato però che si calpestano tutti gli altri attori: residenti e commercianti. Non è una strada inclusiva, ma una tangenziale a tutti gli effetti con evidenti problemi di sicurezza».
A dare manforte alla riqualificazione, invece, Stefano Civitarese, assessore della giunta Alessandrini proprio quando il progetto di viale Marconi vedeva la luce su carta e, per la Tua, il presidente Gianfranco Giuliante e il direttore generale Maxmilian Di Pasquale. «Il mezzo pubblico non è attualmente competitivo per i tempi di percorrenza e i tempi di percorrenza si possono migliorare solo con corsie dedicate. È chiaro che la corsia preferenziale fluidifica e in un quadro complessivo di ristrutturazione del traffico della città, con l'abbattimento delle auto private si abbatte anche l'inquinamento», hanno detto.

