Viale Marconi, è scontro Il centrodestra diserta il consiglio sull’indagine

20 Marzo 2024

Salta il voto sulla commissione speciale, Costantini: maggioranza in fuga Il Pd accusa: dicono solo bugie. Il M5S: hanno paura di perdere le elezioni

PESCARA. Niente commissione speciale d’indagine sull’appalto di viale Marconi, iniziato con una spesa prevista di 970mila euro e lievitato fino a 1,7 milioni di euro. Ieri, è durato soltanto un minuti e 47 secondi il consiglio comunale, giusto il tempo di fare l’appello e poi mandare i pochi presenti a casa: «Allora, abbiamo 10 consiglieri presenti. Non c’è il numero legale: dichiaro deserta la seduta. Buona giornata», ha detto il presidente del consiglio comunale Marcello Antonelli della Lega. È saltato così il voto sull’indagine interna su viale Marconi, previsto al quinto punto all’ordine del giorno. Questi gli assenti nella maggioranza di centrodestra: Salvatore Di Pino e Andrea Salvati della Lega, Cristian Orta, Mauro Renzetti e Zaira Zamparelli di Fratelli d’Italia, Manuela Peschi, Fabrizio Rapposelli, Ivo Petrelli e Roberto Renzetti di Forza Italia, Sabatino Andreelli di Pescara Futura, Massimiliano Pignoli dell’Udc e Berardino Fiorilli (gruppo misto). Di fronte alla fuga del centrodestra, i consiglieri del centrosinistra non sono entrati in aula. Il consiglio comunale avrebbe dovuto decidere sulla commissione d’indagine proprio il giorno dopo l’annuncio del sindaco Carlo Masci (Forza Italia): entro fine mese, viale Marconi passerà da 4 a tre corsie con l’eliminazione della corsia preferenziale per gli autobus in direzione sud, il ripristino dei parcheggi lato monti e la chiusura di tutte le rotatorie attraversabili. «La politica», commenta il candidato sindaco Carlo Costantini, «avrebbe dovuto fare finalmente la sua parte, istituendo una commissione d’indagine per entrare nel merito degli appalti diretti dall’ex dirigente Fabrizio Trisi e per fare sapere ai pescaresi se i loro soldi sono stati spesi bene o sprecati, come avvenuto in viale Marconi. E invece la maggioranza si è data alla fuga. Se si è data alla fuga per prendere le distanze da Masci sindaco e dalle sue scelte o da Masci ricandidato sindaco lo scopriremo tra poco». Costantini prosegue: «Resosi conto del disastro di viale Marconi, Masci ha colpevolizzato la precedente amministrazione, attribuendogli falsamente la responsabilità di avergli lasciato in eredità il progetto a 4 corsie. Fino ad arrivare a lunedì quando, confermandosi “sindaco-gambero”, è tornato indietro anche su viale Marconi, vaporizzando i quasi due milioni spesi complessivamente per renderla come è adesso».
«La smettano di utilizzare viale Marconi come una cavia per sperimentare i loro capricci e la smettano di dire bugie», dicono i consiglieri Pd Stefania Catalano, Mirko Frattarelli, Piero Giampietro, Francesco Pagnanelli e Marco Presutti, «hanno ereditato un progetto a tre corsie, hanno chiesto al loro dirigente Trisi di trasformare quel progetto nella superstrada a 4 corsie che ha distrutto un intero quartiere. Dopo aver speso il doppio e aver tenuto in ostaggio la città per 900 giorni di cantiere, oggi scappano dalle loro responsabilità».
«La maggioranza è terrorizzata di perdere le elezioni comunali», affermano i consiglieri M5S Erika Alessandrini, Massimo Di Renzo e Paolo Sola, «per questo sta facendo dietrofront su tutta una serie di temi che sono proprio quelli che da anni l’opposizione segnala come sbagliati».
«Improvvisamente una rotonda, quella su via Vespucci, dà la possibilità di modifica della viabilità su viale Marconi», dice Simona Barba, della lista civica Radici in Comune, «milioni di investimento per il nuovo boulevard parigino, che ora è diventato solo un intervento temporaneo».
«Se il centrosinistra avesse davvero voluto discutere della commissione d’indagine su viale Marconi», afferma il consigliere di Forza Italia Alessio Di Pasquale, «sarebbero potuti rimanere in aula e il consiglio sarebbe cominciato regolarmente, affrontando anche questo punto. Ma la minoranza ha preferito il colpo di scena e fare una conferenza stampa infarcita di odio».