Viale Regina Margherita: protesta per le telecamere

3 Agosto 2018

I commercianti del centro: «Crollati gli incassi il sabato con l’impianto acceso» Parte la petizione per dire no agli occhi elettronici nella Zona a traffico limitato 

PESCARA. «Domani i negozi resteranno chiusi, tanto le strade sono deserte». È l'annuncio di un gruppo di commercianti di via Battisti e via De Amicis, dopo la decisione dell'amministrazione comunale di posizionare le telecamere per il controllo delle auto che entrano nella Ztl, zona a traffico limitato, nei fine settimana. Due occhi elettronici sono stati posti agli ingressi di viale Regina Margherita e via De Amicis per immortalare le vetture che accedono nelle due strade riservate ai residenti. Le telecamere, per ora, fermano, nelle immagini, il passaggio dei veicoli, ma non ci sono sanzioni. Le multe scatteranno dal 29 settembre. I residenti hanno due mesi di tempo per richiedere i permessi al Comune e ai vigili urbani e far registrare le targhe delle proprie auto.
Il provvedimento sta creando preoccupazione tra i negozianti che stanno preparando una petizione (per ora una decina di firme) da inviare al Comune per chiedere «il ripristino della situazione precedente». A gran voce chiedono che Pescara sia «una città aperta», dove «non ci siano strade chiuse che blocchino gli ingressi all'utenza, soprattutto di sabato», nel giorno tradizionalmente deputato allo shopping.
Maurizio Collevecchio, 47 anni, titolare della Bottega di Pippo e Iaia, cornici e quadri in via Battisti, annuncia senza indecisioni: «Domani il negozio resta chiuso. Sabato scorso lungo le strade qui intorno si poteva giocare a pallone, non passava una macchina. Già siamo penalizzati dalla chiusura al traffico, a partire dalle 17 dal giovedì alla domenica, delle strade della movida, mancava solo questa. Io sono stato costretto a fare consegne a domicilio a mie spese, perché non posso far pagare ai clienti un disservizio del Comune».
Mario Amendolagine, pugliese di Bari, pescarese da 31 anni, titolare di Dress code abbigliamento, via Battisti angolo via De Amicis, fa i conti di una giornata nera, quella di sabato scorso: «Al mattino, quando il provvedimento non era ancora attuato, ho fatto 45 battute sul registratore di cassa. Al pomeriggio, solo una vendita di 36 euro. Di questo passo, chiudiamo, perché i clienti persi non si recuperano e le strade erano deserte, sabato scorso».
Marina Dolci, di Dolci sport in via Roma, rincara: «Questo provvedimento ci penalizza tantissimo. Le telecamere su strade, il cui traffico veicolare sfocia su via Fabrizi e dintorni, di fatto chiudono il commercio del centro. Butteremo interi sabato di lavoro, soprattutto in questo periodo di arrivo dei turisti stranieri, tedeschi, francesi, australiani e nordeuropei. La città deve essere aperta, accessibile a chiunque voglia entrare, ma con i divieti è impossibile».
Daniela Caserta, titolare di Autore, è sulla stessa lunghezza d’onda: «Dalla riapertura di corso Vittorio a doppio senso, le cose vanno meglio. A conferma che la viabilità deve restare aperta per favorire il commercio. Sono necessari parcheggi, ma non sotterranei perché i cantieri, aperti per anni, ci penalizzerebbero. Le strade aperte devono servire ad attrarre turismo e utenza. Se ciò non accade, chi arriva in città e la trova chiusa e con i divieti, si scoraggia e se ne va altrove».
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