Vice sindaco: Cremonese o Santilli Antonelli presidente del Consiglio

La Lega vuole inserire anche Carota e Sulpizio. Del Trecco e Albore Mascia tra gli azzurri
PESCARA. Dieci caselle da riempire nel rispetto delle quote rosa, del consenso raccolto dai singoli consiglieri comunali e, non da ultimo, nel rispetto di accordi ed equilibri tra le varie anime del centrodestra che hanno contribuito alla vittoria.
Il sindaco Carlo Masci vuole fare presto e bene nella composizione della sua giunta tanto che i più ottimisti la danno per pronta entro dieci-14 giorni. Da assegnare ci sono nove poltrone da assessore, da dividere tra cinque uomini e quattro donne (tra i quali sarà scelto anche il vice sindaco), e la fascia del presidente del consiglio comunale. Un incarico istituzionale di primo livello, quest’ultimo, che da quanto pare di capire andrà all’ex collega di partito di Masci, Marcello Antonelli (nella foto al centro con Maria Rita Carota). Per almeno tre motivi: la sua quasi ventennale esperienza a Palazzo (dal 2003); i quasi mille voti raccolti in questa competizione elettorale e infine il rispetto, quasi una sorta di risarcimento, per l’essersi messo da parte, passando da Forza Italia alla Lega, nella scelta della candidatura a sindaco. Candidatura alla quale Antonelli, con Albore Mascia e lo stesso Masci, non aveva mai fatto mistero di ambire all’interno di Forza Italia. È chiaro però che nella distribuzione di incarichi e poltrone la Lega, che conta otto consiglieri, chiederà almeno altre tre “postazioni”. È largamente ipotizzabile che una di queste potrebbe andate a Carota, 53 anni, presidente di Castellamare in festa e funzionario dell’amministrazione penitenziaria. Carota non solo è la donna più votata della Lega (662 preferenze), ma è anche legata a doppio filo con Antonelli con il quale si è presentata in tandem elettorale. Ancora, assessori più che papabili in casa Lega, sempre se Masci si avvarrà del criterio dei consensi, sono Adelchi Sulpizio (759 voti) e Gianni Santilli (909) il quale alla fine potrebbe anche ritrovarsi nel ruolo di vice sindaco. Fin qui la Lega. C’è poi Forza Italia che in Comune ha portato sì cinque consiglieri, ma anche il sindaco che pesa non poco negli equilibri da rispettare all’interno della coalizione e della stessa Forza Italia dove la convergenza sul nome di Masci è arrivata dopo un silente braccio di ferro tra il coordinatore regionale Nazario Pagano e Lorenzo Sospiri, presidente del consiglio regionale. Passando Masci, fortemente voluto da Pagano, pare che a Sospiri sia stata riservata l’ultima parola su almeno due dei tre assessori di Forza Italia. E uno di questi, per esperienza e consensi (543) sarebbe Isabella Del Trecco, rimasta fuori dal Consiglio per gli appena otto voti che la separano dall’ultimo dei cinque entrati, Roberto Renzetti (551). Tra questi dovrebbe entrare in giunta l’ex sindaco Luigi Albore Mascia, il più votato del suo partito (785 voti) e tantissima voglia di fare soprattutto nell’ambito dei rapporti comunitari finalizzati al reperimento di fondi. Per la terza postazione in quota Forza Italia, Masci potrebbe decidere per Manuela Peschi (586 voti) la più votata del partito, oppure scegliere tra l’ex assessore Eugenio Seccia (584) e la new entry Claudio Croce (567) avvocato e uomo di sport. Sempre che non dirotti il terzo assessorato di Forza Italia su una delle due liste civiche che tanto bene hanno fatto. In questo caso si parla di Adamo Scurti (399 voti, Pescara Futura) e di Berardino Fiorilli (315 Amare Pescara), anche se è sempre dalle civiche che Masci potrebbe pescare la quarta quota rosa. Per Fratelli d’Italia il papabile sembra Alfredo Cremonese, il più votato con 685 preferenze. Ma un assessorato non accontenterebbe del tutto il partito che punta a due postazioni, magari abbinando al posto in giunta quello da vice sindaco.
Infine un posto tocca all’Udc, ma l’unico consigliere eletto, Massimiliano Pignoli (831 voti), ha un procedimento giudiziario in corso che complica di parecchio la scelta di Masci. Il quale potrebbe optare su Giuseppe Bruno primo dei non eletti dell’Udc (366 voti).
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