Vigili, bocciata la delibera sui gradi Il Comune la ritira

14 Marzo 2018

PESCARA. L’amministrazione ha ritirato, in autotutela, la delibera di giunta che prevedeva una diversa regolamentazione, rispetto al passato, dei simboli distintivi di grado dei vigili urbani. Una...

PESCARA. L’amministrazione ha ritirato, in autotutela, la delibera di giunta che prevedeva una diversa regolamentazione, rispetto al passato, dei simboli distintivi di grado dei vigili urbani. Una vittoria dei sindacati della polizia municipale Diccap e Csa che avevano avviato una battaglia, con tanto di ricorso al Tar, per contestare il nuovo regolamento dell’ente. Regolamento che, a loro dire, avrebbe consentito disparità di trattamento nella ridistribuzione dei gradi. Ma c’è di più.
Nel frattempo, è anche arrivata una nota del dipartimento Riforme istituzionali ed enti locali della giunta regionale che, di fatto, ha bocciato quel provvedimento, ma il Comune lo aveva già ritirato. Insomma, un pasticcio che ha rischiato di scatenare una battaglia legale con ricorsi e controricorsi.
Tutto è partito da una lettera che i segretari provinciali dei sindacati autonomi Diccap e Csa, Walter Falzani e Giovanni D’Intino, hanno inviato il 9 gennaio scorso al sindaco Marco Alessandrini, al vice sindaco Antonio Blasioli e all’assessore alla polizia urbana Gianni Teodoro, in cui hanno contestato la delibera della giunta sui nuovi gradi, approvata il 19 dicembre scorso, richiedendone l’annullamento in autotutela. Ma, in un primo momento, l’ente non l’ha accolta. «L’adozione del regolamento dei simboli distintivi di grado della polizia municipale e, di conseguenza la modifica del regolamento di polizia municipale», hanno fatto notare i sindacati citando una sentenza del Tar del Lazio, «non è di competenza della giunta comunale, bensì una competenza del consiglio comunale». Inoltre, le organizzazioni di categoria hanno fatto notare che in materia trova applicazione la legge regionale del 1997.
Così, i sindacati sono arrivati a presentare ricorso al Tar per far valere le loro ragioni. Ricorso sospeso quando la giunta si è riunita, il primo marzo scorso, per ritirare la delibera. E il 5 marzo scorso, si è pronunciata anche la Regione sulla questione, bacchettando il Comune per aver ignorato «che l’amministrazione regionale è l’unica competente ad adottare l’atto che regolamenta» i simboli distintivi di grado.(a.ben.)
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