Vigili, la procura blinda Palestini: regolare la nomina a comandante

20 Ottobre 2020

Chiesta l’archiviazione del fascicolo dopo gli esposti presentati dall’ex capo della municipale di Milano Masci: «Non avevo dubbi sull’esito dell’inchiesta». Ma Barbato ha annunciato che farà opposizione

PESCARA. Anche se a distanza di qualche mese, la Procura della Repubblica di Pescara dà il suo benestare alla nomina di Danilo Palestini a capo della polizia municipale della città adriatica.
Lo fa presentando al gip la richiesta di archiviazione per tutti quegli esposti che nei mesi scorsi, e cioè da quando venne pubblicato il bando e dopo le varie nomine a tempo determinato di Palestini alla guida dei vigili urbani di Pescara, vennero presentati dal più combattivo dei concorrenti a quella poltrona: l'ex comandante della municipale di Milano, Antonio Barbato. Il sostituto procuratore Luca Sciarretta, titolare dell'inchiesta che venne aperta sulla nomina di Palestini proprio a seguito degli esposti di Barbato, e che coinvolse suo malgrado il comandante pescarese ritenuto dal candidato concorrente non in possesso dei principali requisiti necessari per partecipare a quel bando, con questa richiesta di archiviazione scioglie ogni dubbio sulla legittimità dell'operazione portata a termine dalla giunta del sindaco Carlo Masci, o comunque sostiene che in questa vicenda, che tante polemiche ha alimentato da parte di chi avrebbe voluto sedere su quella poltrona, non esistono elementi di rilevanza penale.
Non scrive la parola fine, ma soltanto perché il gip non ha ancora firmato il decreto di archiviazione in quanto la parte offesa. Barbato ha già annunciato che si opporrà a questo passaggio della procura, dando vita a una udienza davanti allo stesso gip che dovrà semmai valutare se gli argomenti della parte offesa siano validi oppure no.
Sta di fatto che al momento, per quanto riguarda l'inchiesta, si è risolta con un via libera al prosieguo dell'attività di Palestini come comandante della municipale di Pescara. Diversi i punti contestati dal denunciante che il magistrato ha esaminato uno per uno prima di decidere di chiudere l'inchiesta con una archiviazione.
Barbato contestava quella nomina che riteneva illegittima, e che a suo dire violava norme e regolamenti. Per citarne alcuni, si parlava del fatto che Palestini avesse ricoperto una carica sindacale che non gli avrebbe permesso di partecipare; che non aveva ricoperto per il tempo stabilito dalla norma le funzioni di comandante; che la stessa commissione aveva errato non pubblicando i criteri di valutazione dei curricula a seguito dei quali si procedette all'ammissione dei 13 candidati; e perfino il sospetto che la scelta di Palestini sarebbe stata decisa in anticipo, prima del bando, e questo perché sulla stampa uscirono degli articoli che davano per favorito l'attuale comandante.
Tutti elementi verificati e soppesati dalla magistratura che ha finito per ritenerli non penalmente rilevanti. «Non avevo dubbi», il commento del sindaco Masci, «sull'esito di questa inchiesta, perché quelle doglianze erano fuori da ogni logica di legalità. E poi, chi vuole far ricorso su un provvedimento, si rivolge al Tar e non fa esposti solo per far confusione.
Per quanto riguarda il merito della questione e quindi la nomina di Palestini, oggi sono ancora più convinto di aver scelto bene anche per la conoscenza che lui aveva del territorio: un aspetto legato sicuramente alla sicurezza e alla legalità che sono argomenti che ci stanno molto a cuore. E comunque posso dire che si è trattato di una scelta apprezzata da tutti indistintamente».
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