Vigili picchiati, l’aggressore è già libero

2 Giugno 2018

Niente carcere per il parcheggiatore abusivo fermato nell’area di risulta. I sindacati chiedono di avere in dotazione lo spray

PESCARA. È libero, in attesa di essere processato. Niente carcere per il parcheggiatore abusivo di 28 anni che giovedì ha aggredito due vigili urbani nell’area di risulta solo perché hanno tentato di allontanarlo perché molesto. Dopo aver preso a calci l’auto della municipale e aver tirato calci e pugni ai due agenti, il 28enne ivoriano è stato bloccato e arrestato per resistenza e lesioni a pubblico ufficiale. Lo ha bloccato il maggiore Adamo Agostinone ed è finito in carcere, su disposizione del pm Anna Benigni, ma ieri mattina, dopo la convalida dell’arresto, il giudice ha disposto che tornasse in libertà. E tra venti giorni dovrà raggiungere di nuovo il Tribunale per essere processato. Nel frattempo può circolare liberamente in città e muoversi nell’area di risulta, dove la sua presenza fastidiosa è stata segnalata più volte. Il 28enne, anche se formalmente incensurato, è conosciuto non solo dalla polizia municipale ma anche dalla polizia ferroviaria e dal personale della squadra volante. Nel mese di aprile ha picchiato un vigile che lo stava controllando, sempre nell’area di risulta, e nel giro di qualche giorno se l’è presa con due agenti della Polfer che lo hanno fermato in stazione. Per questi fatti ha rimediato due denunce a piede libero. Qualche giorno fa, poi, ha messo a segno due rapine in altrettanti negozi di telefonia in corso Vittorio Emanuele, picchiando due commessi della Vodafone. Subito dopo è stato arrestato dalla Volante ma rilasciato nel giro di poche ore (con la misura dell’obbligo di dimora a Montesilvano, cioè il divieto di raggiungere Pescara). Giovedì l’ultima aggressione, l’ultimo campanello di allarme. Ma l’uomo è tuttora libero. Quindi può tornare ad essere violento e pericoloso per gli altri, come lo è stato nell’ultimo periodo. E chiunque potrebbe finire nel mirino. Lo sanno bene gli agenti della polizia municipale che ieri pomeriggio lo hanno visto arrivare davanti alla caserma di via del Circuito, come se avesse delle rimostranze da fare. Poi è andato via, ma la sua presenza lì non fa pensare bene. E i rappresentanti sindacali chiedono maggiori tutele di fronte a persone del genere. Perché il 28enne, in particolare, ha già fatto capire di non temere nulla e il rischio di altre aggressioni è dietro l’angolo. I fatti di giovedì riaprono il fronte polemico dei sindacati nei confronti dell’amministrazione per ciò che riguarda la sicurezza degli addetti. Le sigle Diccap e Csa, rappresentate da Walter Falzani e Giovanni D’Intino, chiedono che si corra ai ripari in due modi. «Per contrastare questi fenomeni di "insicurezza urbana" l’amministrazione deve assicurare una formazione operativa adeguata e fornire dispositivi di protezione come lo spray anti-aggressione, come è stato già chiesto più volte». Lo spray può essere usato per evitare che la violenza prenda il sopravvento. E due giorni fa sarebbe stato utile. Ma i vigili non hanno queste bombolette, nonostante la dotazione sia prevista nel documento di valutazione dei rischi e nonostante le diverse richieste avanzate dai sindacati.
Diccap e Csa protestano perché «la municipale fa il proprio dovere e il Comune no. Siamo ormai l'avamposto della sicurezza urbana ma ci si dimentica di garantire adeguate misure di tutela», aggiungono i sindacati. «Qualora accadessero altre aggressioni con lesioni agli agenti, l’amministrazione se ne dovrà sentire in parte responsabile almeno perché non si è dimostrata parte diligente».
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