Vigili urbani, altri cinque procedimenti disciplinari
PESCARA. Altri cinque procedimenti disciplinari a carico dei vigili urbani. Non c’è pace al comando della polizia municipale di via del circuito dove il capo dei vigili Carlo Maggitti, ieri, è...
PESCARA. Altri cinque procedimenti disciplinari a carico dei vigili urbani. Non c’è pace al comando della polizia municipale di via del circuito dove il capo dei vigili Carlo Maggitti, ieri, è tornato dopo essere stato ascoltato per quasi sette ore in Comune per il suo procedimento disciplinare. Ma nel frattempo, per i vigili urbani, sono stati aperti altri cinque procedimenti disciplinari di cui tre ancora a carico di Donato Antonicelli, Angelo Volpe e Sergio Petrongolo, i tre vigili coinvolti nella vicenda della multa fantasma al questore e già mittenti di un altro avviso di procedimento disciplinare. Vecchie sentenze e procedimenti prescritti: sono queste alcune delle motivazioni per cui il comandante Maggitti ha deciso di chiedere delucidazioni e “processare” un’altra volta i vigili urbani. In un caso, quello di Antonicelli, si chiede di aprire un procedimento a partire da una vecchia vicenda del 2011 in cui il vigile era stato denunciato dal comandante per diffamazione. Quel procedimento si era chiuso con una sentenza di condanna commutata in una multa da 3.750 euro. La questione è scivolata dal penale e al civile e la causa in cui Maggitti è parte offesa si terrà nel gennaio 2016.
Nel frattempo, il comandante ha dovuto però dare spiegazioni di fronte al collegio del Comune in seguito al caso della multa al questore depositando, tramite i suoi avvocati Dante Angiolelli e Fabio Di Paolo, una memoria conclusiva in cui i legali confidano in un’archiviazione. Intanto, gli avvocati hanno sottolineato alcuni vizi di forma che riguardano sia l’avvio del procedimento disciplinare che la composizione del collegio il cui presidente è Guido Dezio, affiancato da Luciana Di Nino e Fabio Zuccarini, che viene ritenuto incompatibile. Poi, nella memoria, vengono ricostruite le presunte contraddizioni che vengono contestate al comandante dopo la prima intervista delle Iene. Secondo gli avvocati le frasi che Maggitti ha detto durante il servizio del novembre scorso fanno emergere «l’assoluta infondatezza dell’addebito disciplinare contestato all’incolpato, non avendo reso Maggitti dichiarazioni riferibili ai fatti oggetto del procedimento penale». Maggitti, inoltre, non avrebbe demansionato l’agente Volpe che «già dal mese di marzo, aprile 2013 venne adibito all’ufficio di infortunistica stradale». La decisione per il comandante arriverà tra circa una settimana. (p.au.)
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