Vigneti distrutti, raccolti a rischio Cepagatti vuole lo stato di calamità

26 Luglio 2023

L’assessore all’Ambiente: «La vendemmia di quest’anno è compromessa, a rischio il comparto» E il Comune chiede alla Regione un finanziamento di due milioni per rafforzare gli argini del fiume

CEPAGATTI. «I vigneti sono distrutti e gli agricoltori sono costretti a mettere in cassa integrazione i dipendenti perché i raccolti di quest’anno sono compromessi».
A lanciare l'allarme è Camillo Sborgia, assessore all’Ambiente e Protezione civile del Comune di Cepagatti che ha richiesto alla Regione Abruzzo lo «stato di calamità naturale per il riconoscimento dei danni da peronospera e alluvionale». Sui danni provocati dalla pioggia lungo il fiume Nora, Sborgia annuncia che il Comune di Cepagatti ha chiesto alla Regione un finanziamento di 2 milioni e 750mila euro per rafforzare gli assi del fiume Pescara e del torrente Nora e contrastare l’erosione delle sponde. Spiega l’amministratore: «Abbiamo richiesto alla Regione , settore della Protezione civile, finanziamenti per danni strutturali subiti nelle ultime alluvioni lungo il torrente Nora, per la protezione spondale e risagomatura dell’alveo e per il rafforzamento del ponte della Minna pari a 2.750.000».
Nel territorio di Cepagatti e dintorni, sono stati ingenti i danni all'agricoltura, in particolare ai vigneti. Spiega Sborgia: «La prima segnalazione ci è pervenuta dalla casa vinicola Roxan che ha esortato il riconoscimento di stato di calamità e dei danni da peronospora subiti dai vigneti». La peronospera è una malattia fungina che colpisce le viti, ma anche alberi da frutto e ortaggi e sono le piogge forti e frequenti a favorire questo tipo di infezione.
Sborgia lancia l’allarme sui posti di lavoro persi nel comparto agricolo: «Gli agricoltori stanno mettendo in cassa integrazione i dipendenti perché non si prevede una vendemmia importante, quest’anno, Sono state trasmesse al dipartimento Agricoltura della Regione diverse segnalazioni da parte degli agricoltori che hanno visto compromesso quasi al 100 per cento il raccolto e la produzione per l’anno corrente e forse anche per l’anno prossimo».
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