Villa Acerbo promossa residenza monumentale

3 Marzo 2017

Spoltore, l’edificio storico di Caprara con l’annesso grande parco secolare ottiene il vincolo architettonico, artistico ed etnoantropologico del ministero

SPOLTORE. La settecentesca Villa Acerbo di Caprara, in corso di ristrutturazione, e il grande parco secolare che la circonda sono diventati beni d'interesse culturale. La commissione regionale per il patrimonio, accolta la proposta formulata dal Comune e dalla Soprintendenza, ha formalmente concesso il riconoscimento al monumentale edificio, un tempo dimora della famiglia di Giacomo e Tito Acerbo.

Si tratta di un provvedimento che pone il vincolo della soprintendenza, riconoscendo la sussistenza dell'interesse architettonico, artistico e storico o etnoantropologico, ai sensi del Codice dei beni culturali e del paesaggio. «Un vincolo determinante per l'intera area, tra le più belle del nostro territorio» dice il sindaco, Luciano Di Lorito, «che consente anche di poter accedere ai fondi per le aree vincolate». Nei mesi scorsi, il Comune, dopo aver ottenuto nel 2015 un contributo di un milione 178 mila euro nell'ambito del bando Par-Fas Abruzzo 2007-2013, ha avviato i lavori di restyling e adeguamento sismico di buona parte della Villa, destinata alle attività sociali di tipo residenziale. Nel frattempo, sono partiti gli interventi, all'interno del parco, per sistemare l'area esterna del nuovo centro civico, ricavato dall'ex spogliatoio, che verrà inaugurato nelle prossime settimane. Il giardino dell'edificio, progettato nella prima metà del XX secolo dall'architetto Raffaele De Vico, originario di Penne, che tra le altre opere progettò i giardini dell'Eur, è stato riaperto al pubblico un anno fa. «L'obiettivo è di ripristinare decoro e condizioni di sicurezza in un'area strategica, da tempo abbandonata, oltre che valorizzare l'antica dimora» chiosa il sindaco, «Villa Acerbo, segnalata tra i luoghi del cuore, nell'ambito di un progetto del Fai in collaborazione con Intesa San Paolo, ha una valenza storica ed etnoantropologica tale da essere sottoposta a prescrizioni di tutela».

Ereditata da Mariannina De Pasquale, madre di Tito e Giacomo Acerbo, prima della seconda guerra mondiale la villa venne utilizzata come residenza estiva. Successivamente, nel periodo bellico, divenne sede dell'ospedale militare. In seguito, l’edificio e il parco furono donati all'Onpi (Opera nazionale pensionati d'Italia), che ne affidò la gestione alle suore. Passò poi alla Regione e in anni più recenti al Comune, con legge regionale. In un padiglione del complesso ex Onpi, conosciuto come ex cronicario, c'è una casa di riposo con 40 posti letto. Il Comune dovrebbe decidere a breve anche sulla destinazione dell'area ex campo di calcio.

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