Villa Agresti, via alla demolizione Il Comune ha sbloccato i lavori

PESCARA. Villa Agresti, dopo quasi dieci anni di battaglie legali, potrà essere abbattuta per costruire un nuovo edificio. Il via libera è arrivato ieri mattina dal consiglio comunale, che ha...
PESCARA. Villa Agresti, dopo quasi dieci anni di battaglie legali, potrà essere abbattuta per costruire un nuovo edificio. Il via libera è arrivato ieri mattina dal consiglio comunale, che ha approvato una delibera per correggere la cartografia del Prg, quella che ha finora bloccato i lavori.
Stiamo parlando di un palazzo, che si trova tra la riviera nord e via Enrico Toti, considerato storico. Disegnato nel 1953 dall’architetto Paride Pozzi, uno dei maggiori progettisti pescaresi, venne costruito nel 1954, quindi nel secondo Dopoguerra, rispettando in pieno le prescrizioni dell’allora Piano regolatore di Luigi Piccinato che imponevano un’altezza ridotta per gli edifici sulla riviera. L’immobile è stato oggetto, per oltre un decennio, di diverse classificazioni urbanistiche oscillanti tra una disciplina più restrittiva (classificazione A1, complessi ed edifici storici) e una collocazione in B2 (conservazione e recupero). Da qui era sorto un contenzioso legale avviato dall’acquirente dell’immobile, la società Trave 2 costruzioni, intenzionata ad abbattere Villa Agresti per costruire un nuovo edificio. La società aveva presentato ricorso al Tar per contestare la classificazione in A1 dell’immobile e aveva vinto la causa. Poi, il Comune era ricorso in appello al Consiglio di Stato per far annullare la sentenza, ma i giudici avevano bocciato le richieste dell’ente locale.
Per questo motivo, ieri il consiglio comunale è stato costretto ad approvare una modifica alla cartografia del Prg per rispettare i provvedimenti emessi nei due gradi di giudizio. Ma la vicenda non si è chiusa qui. Sempre ieri, il consiglio comunale ha approvato una mozione (9 voti favorevoli e 10 astenuti), presentata dal consigliere del Pd Marco Presutti e firmata dai suoi colleghi del gruppo dem e del Movimento 5 Stelle, che impegna il sindaco e la giunta «a promuovere un’istanza presso il ministero della Cultura, in particolare presso la Soprintendenza archeologia, belle arti e paesaggio d’Abruzzo, per chiedere al dicastero e alla competente Soprintendenza di riconoscere, con apposita dichiarazione, il valore culturale dell’edificio ai fini della sua tutela secondo quanto previsto dal Codice dei beni culturali, con particolare riferimento al riconoscimento del valore testimoniale di significato distintivo eccezionale della Villa Agresti e/o al riconoscimento dell’interesse culturale». In pratica, è il tentativo di porre un vincolo all’edificio per evitarne l’abbattimento.

