Villa Carmine assediato dalla puzza del depuratore

Si riacuisce il decennale problema dei cattivi odori provenienti dall’impianto. I residenti: «I bimbi vomitano»
MONTESILVANO. Organizzare una cena all’aria aperto, far giocare i propri bambini in giardino o semplicemente aprire le finestre per godere della brezza estiva. Tutte possibilità precluse a decine di famiglie del quartiere Villa Carmine che, a causa della vicinanza con il depuratore gestito dall’Aca, nelle prime ore della sera sono costrette a convivere con un odore nauseabondo.
Il fenomeno, accentuato nei 3 mesi estivi, quando peraltro aumenta la necessità e la voglia di stare all’aperto, non è però una novità per chi vive nella zona compresa tra via Fosso Foreste, via Senna e via Tamigi, dove è situato l’impianto di trattamento delle acque reflue cittadine che da oltre 15 anni crea disagio. Ad accendere nuovamente i riflettori sul problema, che in passato ha visto anche nascere un comitato promotore di diversi esposti, è Luciano Perilli, residente in via Senna, che ha inviato una richiesta di intervento all’Arta affinché possano essere chiarite le cause del fenomeno e scongiurati eventuali rischi per la salute. «Non passa sera che nella fascia oraria 20.30-21.30 non veniamo invasi da una nube maleodorante tale da creare sensazioni di vomito soprattutto nei bambini», scrive il residente. «E' possibile condizionare la vita di centinaia di famiglie in zona Villa Carmine?», aggiunge Perilli che sollecita l’installazione di centraline per l’analisi della qualità dell’aria nella zona. A convivere con tale disagio da oltre 15 anni è anche Giacomo Martella, promotore del comitato nato per contrastare il problema.
«È una situazione che va avanti da più di un decennio», commenta. «In passato abbiamo presentato esposti alla magistratura, al Wwf e alla polizia provinciale e qualcosa si è anche mosso, visto che prima la situazione era addirittura più grave di adesso, ma nessuno riesce a risolverla definitivamente». A detta del consigliere Feliciano D’Ignazio, già assessore nella giunta Di Mattia e residente nel quartiere, il problema sarebbe dovuto all’aumento, nel periodo estivo, dei reflui che confluiscono al depuratore per via della presenza di turisti.
Eppure la fascia oraria in cui puntualmente i montesilvanesi avvertono la puzza è ben circoscritta, tanto da far pensare agli stessi che in quel lasso di tempo avvenga qualche trattamento particolare responsabile del cattivo odore. A minimizzare e ad annunciare un intervento che potrebbe essere risolutivo, è l’assessore Fabio Vaccaro. «Dopotutto stiamo parlando di un depuratore biologico che gestisce i reflui di circa 150 mila abitanti equivalenti (tra abitazioni e attività commerciali, ndc) per cui il cattivo odore è normale», sottolinea. «A ottobre, tuttavia, dovrebbe partire la realizzazione di un bacino di trattamento terziario di depurazione delle acque, utile al potenziamento del depuratore, che auspichiamo possa ridurre il problema».
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