Villa Carmine, è scontro per il terreno della chiesa

3 Gennaio 2016

Montesilvano, cambia il sito per costruire il nuovo edificio parrocchiale Scartata la centrale via Giovi e spunta via Verdi, il caso va in consiglio

MONTESILVANO. Parrocchiani di Villa Carmine sul piede di guerra per la decisione del loro sacerdote Paolo Lembo di delocalizzare la sede della chiesa Beata Vergine Maria del Monte Carmelo. Alla vigilia di Capodanno, infatti, i residenti di uno dei quartieri più popolosi di Montesilvano hanno appreso, nel corso di una riunione, della necessità di spostare la costruenda nuova chiesa di via Giovi, nella più ampia ma meno centrale via Verdi, per dar vita a un complesso parrocchiale più esteso.

A scatenare la vicenda è stata in particolare una missiva inviata dal parroco al Comune di Montesilvano, nel mese di ottobre, per chiedere la possibilità di permutare il diritto di superficie già concesso dal Comune alla parrocchia nel 2008, per un terreno di circa 3.168 metri quadrati in via Giovi, con quello relativo a un terreno di circa 3.624 metri quadrati in via Verdi. All’origine della richiesta la necessità di costruire, contando su un finanziamento della Cei, una chiesa più ampia, con annessi locali per attività di culto, educative, culturali e sociali, in sostituzione della piccola chiesa risalente al 1200 e non più adatta ad accogliere i circa 10 mila residenti del quartiere. Ma anche la constatazione di una serie di difficoltà emerse in fase progettuale in relazione al terreno già individuato in via Giovi. Tra queste: la leggera pendenza dell’area, che è anche attraversata da una strada, e la presenza di una cabina dell’Enel non sufficientemente distante dalla costruzione come previsto dalla normativa.

Effettuate le valutazioni del caso e ottenuto il parere degli uffici tecnici, la giunta comunale ha così dato il proprio nulla osta, lo scorso 3 dicembre, allo scambio di terreni. La delibera, che avrebbe dovuto approdare in Consiglio comunale lo scorso 29 dicembre, è però stata rinviata alla prima seduta utile del 2016, cioè il prossimo il 7 gennaio, quando maggioranza e opposizione dovranno decidere se dare il proprio disco verde allo spostamento oppure no.

Intanto, a discutere sulle due ipotesi sono da giorni i parrocchiani di Villa Carmine, divisi tra coloro che vorrebbero vedere la nuova chiesa sorgere al fianco della piccola chiesetta del 1200 e chi, al contrario, preferirebbe che il complesso parrocchiale nascesse nella nuova area in via di sviluppo di via Verdi. Tra le motivazioni dei primi, oltre a un fattore nostalgico e di centralità, anche la preoccupazione di veder nascere la struttura in una zona a potenziale rischio esondazione del Saline; i sostenitori di via Verdi, invece, escludono via Giovi principalmente per una questione di ampiezza degli spazi.

A propendere per via Giovi è, tra gli altri, anche il consigliere comunale Gabriele Di Stefano che invita a riflettere l’amministrazione ponendo una serie di interrogativi: «Perché tutta questa fretta?», chiede, «per quale motivo dal 2008 a oggi nulla di sostanziale è accaduto e ora, in una settimana a cavallo di Natale, si delibera uno spostamento così importante per il quartiere di Villa Carmine? Siamo certi che la fretta sarà buona consigliera?». A detta di Di Stefano, quindi, «forse è il caso di attendere per verificare se è possibile ampliare la superficie in via Giovi e realizzare la nuova in prossimità della attuale e antica chiesa, che necessita di protezione, invece di fuggire e abbandonare il campo».

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