Villa data alle fiamme Il Ris a caccia di Dna e di impronte digitali

6 Gennaio 2018

Francavilla: sequestrata la casa, danni per 300mila euro Il proprietario disperato: «Pronto a farmi giustizia da solo»

FRANCAVILLA. È avvolta ancora nel mistero l'incursione nella villa di Giuseppe D'Onofrio con conseguente incendio che l'ha quasi completamente distrutta, avvenuto lo scorso 23 dicembre. Un grave episodio che ha scosso la zona di contrada Quercia Notarrocco, a Francavilla.
I carabinieri della locale stazione, guidati dal comandante Antonio Solimini, ritrovarono nella casa ben tre inneschi che confermarono l'origine dolosa del rogo. Da quel momento sono partite le indagini a largo raggio che non escludono alcuna pista, visto che D'Onofrio pare avesse diverse inimicizie, tra alcuni vicini di casa e coloro che l'avevano puntato già in passato per le sue battaglie per il rispetto del divieto di transito dei mezzi pesanti lungo la strada dove vive.
Ma gli investigatori non escludono nemmeno che possano esserci dietro questioni familiari. Al momento però si stanno attendendo i risultati delle campionature del Ris (Reparto investigazioni scientifiche) di Roma che potrebbero evidenziare eventuali tracce di Dna o impronte digitali. Nel frattempo il settantenne D'Onofrio e la moglie (che ha avuto diversi malori nelle ultime settimane a causa di questa situazione e per la paura che possa accadere altro) hanno vissuto fino a ieri dentro a un camper (da oggi hanno preso un appartamento in affitto), visto che la casa è ancora sotto sequestro. Potrebbe essere dissequestrata la prossima settimana, ma poi i vigili del fuoco dovranno indicare quali locali potranno essere nel caso agibili, visto che i danni ammontano a 300mila euro. «Ho perso tutto e dunque non abbiamo più niente da perdere», confida D'Onofrio che ieri ha potuto almeno riprendere la Fiat Punto che era sotto sequestro nel recinto di casa, «se trovano il responsabile i carabinieri bene, altrimenti lo trovo io e l'attacco a un albero. Non siamo potuti entrare nemmeno dentro casa, mia moglie si è sentita male, è svenuta e cadendo ha battuto la testa dopo aver visto quanto successo. Ora piange tutte le notti. Al terzo piano abbiamo delle cose che possono esserci utili». «Devo anche verificare che cosa mi abbiano rubato», prosegue, «e adesso è anche tutta aperta l'abitazione e secondo me sono già tornati a fare visita. Ho pagato quarantacinque anni i contributi qui a Francavilla e mi sarei aspettato almeno una telefonata di solidarietà da parte delle istituzioni».
D'Onofrio rivela: «Un mese prima dell'incendio un vicino mi ha minacciato e mi ha sbattuto la porta, perché avevamo detto che ci saremmo interessati per il maltrattamento dei cani. Sto girando giorno e notte alla ricerca di informazioni, si devono trovare i colpevoli che hanno devastato tutto». Della situazione della famiglia D'Onofrio si sta interessando anche il senatore Antonio Razzi che starebbe pensando di organizzare una raccolta di fondi.
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