Villa Delfico, 5 anni di tempo per realizzare il nuovo progetto

25 Ottobre 2021

Il rilancio dello storico palazzo va completato entro marzo 2026, pena la perdita del finanziamento E ora il Comune punta a recuperare lo studio vincitore del concorso internazionale di idee nel 2010

MONTESILVANO. Il restauro dell’edificio del 1890, la realizzazione di due “barchesse” (termine adoperato soprattutto nelle ville venete, ai lati dell’edificio, luoghi un tempo destinati a contenere i locali di lavoro); la sistemazione dei 10mila metri quadrati di parco e l’ideazione di uno spazio per ospitare eventi all’aperto. Sono questi i punti salienti della riqualificazione di Villa Delfico, l’edificio storico di proprietà del Comune che, dopo anni di abbandono, tornerà presto agli antichi fasti.
Nei giorni scorsi, infatti, è arrivato il via libera del governo nazionale alla riqualificazione dello stabile che sorge nel quartiere Villa Verrocchio, oltre che del lungomare di Montesilvano.
L’amministrazione comunale, infatti, ha ottenuto il finanziamento di un progetto da 15 milioni di euro complessivi presentato al bando “Qualità dell’abitare” in collaborazione con i Comuni di Città Sant’Angelo, Silvi, Atri e Pineto. L’iniziativa consentirà alla città adriatica di poter contare su un finanziamento di 2,8 milioni di euro circa per la rinascita di Villa Delfico e di 2,4 milioni circa per la riqualificazione di viale Aldo Moro.
Alla luce del disco verde del governo, l’amministrazione del sindaco Ottavio De Martinis è già alle prese con l’ideazione del progetto definitivo per il rilancio del palazzetto storico appartenuto alla famiglia Delfico che dovrà essere completato entro il 31 marzo 2026, pena la perdita del finanziamento. Per farlo, il primo cittadino e la sua squadra di governo hanno deciso di rispolverare un progetto del 2010 vincitore di un concorso di idee internazionale, promosso a suo tempo dall’amministrazione Cordoma per la riqualificazione di Villa Delfico.
La proposta, esposta anche al Museo Maxxi di Roma, era stata elaborata dall’architetto Vincenzo Vandelli di Modena che aveva convinto la commissione di valutazione, composta da architetti e docenti universitari, sbaragliando la concorrenza di 36 partecipanti provenienti da tutta Italia e anche dalla Svizzera. Da allora, però, il progetto è rimasto chiuso in un cassetto, probabilmente ancora per poco.
«Vorremmo recuperare quel progetto, magari valutando qualche modifica, ma mantenendo fermi alcuni elementi essenziali come la riqualificazione dell’edificio, ma anche le barchesse», anticipa il sindaco.
Il progetto di Vandelli prevedeva, infatti, tre lotti: il recupero e il restauro della palazzina risalente al 1890; la realizzazione di due barchesse, che dovrebbero ospitare spazi espositivi; la realizzazione di un polo culturale con sala conferenze e sale espositive nella parte retrostante. Inoltre, era prevista anche la sistemazione dell’area verde, che si estende da corso Umberto fino alla strada parco, di 10mila metri quadrati.
«Per noi è prioritario restituire alla città anche il parco dove potremmo prevedere, nella parte retrostante, un’area dedicata agli spettacoli all’aperto», prosegue il sindaco.
«Ora che finalmente abbiamo la certezza del finanziamento, valuteremo attentamente il progetto definitivo. Una cosa è certa: Villa Delfico diventerà un centro culturale in grado di ospitare la biblioteca, spazi espositivi, eventi all’aperto e al chiuso e, se gli ambienti lo consentiranno, anche la scuola civica di musica e teatro», conclude De Martinis.
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