Villetta dei rom confiscata, è corsa contro il tempo per salvare il progetto Pnrr

L’amministrazione Masci ha i fondi per trasformarla in casa per i senzatetto Ma una sentenza mette a rischio il piano: tre dirigenti chiamati a riferire
PESCARA. Due commissioni, Politiche sociali e Finanze, convocate in seduta congiunta; tre dirigenti comunali chiamati a riferire. Martedì alle ore 12, arriverà sui banchi del Comune il caso della villetta di via Sacco confiscata ai rom ma che adesso potrebbe tornare nelle mani della famiglia Spinelli mettendo a rischio il progetto di un rifugio per i senzatetto finanziato con 355mila euro del Pnrr. La necessità di un approfondimento sul tema è stata decisa ieri; lo scorso 5 febbraio era stato il Centro a denunciare il caso dell’edificio di Rancitelli conteso.
La villetta – «Appartamento con soffitta, locale di sgombero e terrazza», così recita un atto del Comune – fu sequestrata nel 2015 con l’accusa di «pericolosità sociale» pendente su uno dei proprietari; nel 2016 quella casa fu confiscata. Adesso, a distanza di 7 anni, quel provvedimento considerato finora «irrevocabile» torna in discussione a causa di una sentenza della Corte di Cassazione: dopo un ricorso presentato da tre proprietari della villetta, la Cassazione ha ordinato un altro giudizio sulla villetta tolta ai rom nel cuore di Rancitelli, vicino alla chiesa della Madonna del Fuoco. Sarà la Corte d’appello di Campobasso a decidere a chi spetta quella casa contesa. Secondo i rom, la confisca del loro immobile «è divenuta illegittima» a causa di una sentenza della Corte costituzionale risalente al 2019 che avrebbe minato le basi del decreto legislativo in forza del quale scattò la confisca.
Si tratta di un ingorgo giudiziario e amministrativo. E in mezzo c’è il progetto del Comune di creare un alloggio destinato ai poveri con 6 posti letto. Adesso quel progetto, chiamato Abitare i luoghi e «finalizzato al supporto dei senza fissa dimora attraverso l’approccio “housing first”», potrebbe saltare: era stato ammesso a finanziamento con il sì dell’Agenzia per la coesione territoriale e la firma del direttore generale Paolo Esposito. Tra gli interventi, sono previsti «ristrutturazione e adeguamento di un appartamento con accessori» e poi «diversa distribuzione degli spazi e rifacimento impianti e finiture». Lavori che, secondo le regole imposte dal Pnrr, devono essere completati entro il 2026 pena la perdita dei fondi. Una corsa contro il tempo che potrebbe non riuscire.
Martedì prossimo a riferire dello stato dell’arte saranno tre dirigenti: Paola Di Marco, a capo dell’avvocatura comunale, Giuliano Rossi, dirigente ai Lavori pubblici, e Marco Molisani, al comando del settore Politiche per il cittadino. Saranno proprio loro a intervenire durante la seduta congiunta delle commissioni Politiche sociali e Finanze: «Si tratta di un caso anomalo e, per questo, è indispensabile un approfondimento», spiega la consigliera Maria Luigia Montopolino (Lega), presidente della commissione Politiche sociali, «la nostra amministrazione ha l’intenzione e l’interesse di andare avanti con il progetto per i fini sociali e per non perdere i fondi del Pnrr. Abbiamo appreso della sentenza della Cassazione dalla stampa e ci siamo allarmati. Per adesso, la gara d’appalto per affidare i lavori è ferma. Aspettiamo martedì per avere un quadro più chiaro».
«Chiediamo la massima chiarezza», dicono i consiglieri Pd Piero Giampietro e Stefania Catalano, «riutilizzare a fini sociali i beni confiscati alla malavita è un obbligo di legge oltre che un dovere civile e, nei mesi scorsi, la giunta Masci ha fatto un grave errore rivelando l’indirizzo esatto delle strutture destinate ad ospitare le case di sgancio per tutelare le donne maltrattate. L’immobile oggetto di questo ricorso è destinato a un altro progetto, ma è necessario applicare il massimo rigore per evitare che altri problemi si ripercuotano su questo fronte. Per questo abbiamo chiesto che la commissione convochi al più presto anche l’avvocatura comunale per capire fino in fondo lo stato dell’arte».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

