Vince la causa con Attiva e ottiene la riassunzione
PESCARA. Ha lavorato con la qualifica di operaio dal 2 ottobre del 2010 fino al 15 settembre del 2014 alle dipendenze di Attiva con contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato di...
PESCARA. Ha lavorato con la qualifica di operaio dal 2 ottobre del 2010 fino al 15 settembre del 2014 alle dipendenze di Attiva con contratti di somministrazione di lavoro a tempo determinato di durata mensile sempre prorogati o rinnovati per quasi quattro anni di seguito. Ma Camillo D'Addario ha fatto ricorso al giudice del lavoro contestando l'illegittimità dell'apposizione del termine a questi contratti di lavoro «per mancata specificazione in forma scritta della relativa causale legittimante». In sostanza, il lavoratore rivendicava la costituzione di un rapporto di lavoro alle dipendenze di Attiva e il giudice del lavoro Massimo De Cesare gli ha dato ragione con una sentenza dello scorso 23 ottobre. In sostanza, spiega De Cesare nella sentenza, che una società come Attiva, a totale partecipazione pubblica, è soggetta a limitazioni nelle assunzioni di personale e comunque sussistendo punte di attività nei periodi estivo e autunnale (giugno-dicembre).
Perché l'apposizione del termine al contratto sia legittima, è sufficiente che sussistano ragioni di carattere tecnico, produttivo, organizzativo o sostitutivo idonee a giustificare una necessità solo temporanea di manodopera somministrata. Ma il nesso causale tra le ragioni e le concrete temporanee necessità di manodopera, ossia le singole assunzioni, vanno specificate sempre e l'onere della prova al riguardo va posto a carico del datore di lavoro. Nel caso di D'Addario, l'utilizzazione a termine non risulta in alcun modo specificata. Da qui, la decisione del giudice del lavoro che istituisce un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato a decorrere dal 2 ottobre del 2010 con l'obbligo di riammissione nel posto di lavoro. Attiva dovrà risarcire anche con due mensilità e mezzo e pagare le spese di giudizio di 2.600 euro.
Loris Zamparelli
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