Vino, pochi interventi per aiutare le imprese

30 Ottobre 2023

Imprudente: «Le banche disponibili, ma loro non bastano»

L’AQUILA. Il Consiglio regionale straordinario di domani è come un giallo di cui si conosce la fine. Né la Regione né il Governo possono salvare le 25mila aziende abruzzesi del vino che hanno subito danni per 380 milioni di euro a causa del fungo della peronospora.
A sostenere che sia questo l’epilogo è la maggioranza di centrodestra incalzata dall’opposizione che ha chiesto e ottenuto il Consiglio di domani. Alla vigilia dello scontro in aula abbiamo chiesto ad entrambe le parti interventi che riportiamo di seguito partendo dal vicepresidente della giunta perché, dopo aver incontrato l’Abi, cioè le banche, svela la fine del giallo.
IL CENTRODESTRA.
Emanuele Imprudente (Lega). «Definire un quadro di interventi per le imprese agricole abruzzesi, in particolare quelle vitivinicole, per far fronte alle difficoltà economiche derivanti dalla forte riduzione della produzione del 2023 causata dalla peronospora. Con questo obiettivo ho incontrato venerdì scorso l'Associazione bancaria italiana (Abi), rappresentata dal presidente della Commissione Abruzzo Antonio Brughitta e da alcuni membri dell’associazione nazionale, in particolare dell’Ufficio Credito e Finanza».
«Nel corso dell’incontro», continua Imprudente, «abbiamo vagliato la fattibilità di interventi straordinari per iniettare nuova liquidità nel sistema produttivo agricolo e vitivinicolo e far fronte alle ingenti perdite di un'annata caratterizzata da un raccolto quasi inesistente. Nel pieno rispetto delle norme bancarie in materia di accesso al credito, durante l'incontro sono state esaminate diverse forme di intervento da perseguire: nello specifico», spiega l’assessore, «la possibilità di applicare una "moratoria dei mutui in essere" cosa di per sè fattibile valutando i singoli casi, oltre a forme di finanziamento che prevedano un congruo periodo di preammortamento. Inoltre, sono state discusse opzioni di contributi in conto interessi e la prospettiva di un sostegno diretto attraverso il Fondo Centrale di Garanzia. In particolare», afferma Imprudente, «si è valutata l'opportunità di costituire una Sezione speciale dedicata all'ambito agricolo abruzzese all'interno del Fondo per garantire un supporto specifico e mirato per questo settore».
La disponibilità delle banche c’è ma bisogna considerare le difficoltà per operare all’interno del quadro complesso di regole dell’Unione Europea: il vero ostacolo per il riconoscimento della moratoria sui mutui. Il presidente Brughitta ha condiviso le preoccupazioni espresse da Imprudente e si è impegnato a riportare la discussione in Commissione Regionale Abi, anche con il sostegno dell’Abi Nazionale.
Mauro Febbo (Forza Italia). «Il dato fornito dalle associazioni è confermato da Dipartimento che certifica un danno tra i 220 ed i 380 milioni di euro per le nostre 15.000 imprese, ma le risorse non sono nella capacità delle casse della Regione e neanche in quelle del Governo nazionale, in considerazione che l’emergenza riguarda altre 4 regioni».
Così esordisce il capogruppo di FI. «Il Consiglio regionale, su mia iniziativa condivisa da tutta la maggioranza, è già intervenuto con un primo intervento a sostegno del credito agricolo (prestito di condizione) di 2,5 milioni per gli anni 2023 e 2024 prendendo impegno per il 2025, ma chiaramente non basta», prosegue Febbo, «ecco perché abbiamo chiesto l’intervento del Governo e dell'Europa».
«Come per il Covid occorrono provvedimenti di sospensione dei pagamenti di imposte, tasse, contributi previdenziali, assicurazioni, mutui, nonché il sostegno al credito oltre a quello che abbiamo fatto noi, con garanzia dello Stato. L'Europa si deve far carico di ristori economici», conclude, «intervenendo velocemente con modifiche sulla programmazione dei Fears 2023/2027. Il gruppo regionale di FI ha già rappresentato queste esigenze e l'urgenza nelle adozioni ai vertici del partito e di Governo».
L’OPPOSIZIONE
Silvio Paolucci (Pd). «Era necessario fare il punto in un Consiglio regionale straordinario, chiesto con il collega Dino Pepe, perché il comparto primario della nostra economia è in ginocchio e i Governi Meloni-Marsilio sono latitanti da mesi», afferma il capogruppo Dem. «Servono almeno 60 milioni per affrontare i danni ingenti causati dal maltempo della scorsa primavera, una ferita ancora aperta perché il Governo regionale è rimasto inerte e sordo ai ripetuti appelli degli operatori e della categoria, bloccando persino i 20 milioni che avevamo chiesto con un emendamento per i primi interventi. Così oggi», sottolinea Paolucci, «le principali produzioni contano perdite che arrivano anche al 100% e la tenuta di molte aziende abruzzese anche storiche, è a rischio, a partire dal settore vitivinicolo e olivicolo e passando alla produzione di ortaggi, miele, alla zootecnia: i dati parlano chiaro siamo in ginocchio e chi decide sta ignorando deliberatamente questa realtà, basti pensare alla più volte annunciata dichiarazione dello stato di calamità».
Per il Pd: «Azioni forti e mirate non sono più rinviabili. È necessario considerare l’esonero contributivo e previdenziale; sollecitare il Governo a concedere ristori finanziari, nonché fare ricorso all’Associazione bancaria italiana per accedere al beneficio della sospensione dei mutui, accelerare le procedure per la concessione di aiuti in conto interessi entro il 31 dicembre utilizzando gli insufficienti 10 milioni di euro stanziati di recente a livello nazionale, istituire un tavolo permanente di confronto, con tutti i soggetti interessati, per monitorare la situazione e agire celermente, come dovrebbe fare una Regione davvero vicina agli abruzzesi in difficoltà».
Francesco Taglieri (M5S). «Un quadro allarmante che in Abruzzo assume la connotazione del disastro a causa dell’inefficienza del centrodestra», dice il capogruppo pentastellato. «Sono arrivati a quattro mesi dalla fine del mandato senza aver trovato soluzioni concrete per un comparto che rappresenta uno dei punti cardine della nostra economia. L’attuale situazione dimostra che fino a oggi le soluzioni reali stanno a zero. La crisi climatica», sottolinea Taglieri, «non è arrivata all’improvviso ma i nostri coltivatori si trovano completamente in ginocchio. In questo scenario suonano davvero stridenti le passerelle che la Giunta di centrodestra ha fatto in questi anni tra gli agricoltori, soprattutto se pensiamo che contestualmente i loro compagni di partito a Roma avviavano una vera e propria campagna mediatica per negare le cause antropiche del cambiamento climatico e sminuire il valore di chi denuncia la crisi ambientale che ci sta investendo».
«In assenza della programmazione di chi governa sono le opposizioni che devono tracciare la strada per ottenere aiuti economici diretti, la sospensione dei mutui in essere, almeno fino a dicembre 2024, e un fondo per tutelare i lavoratori del settore che hanno subito una drastica riduzione dei giorni di lavoro e stipendi».
Sandro Mariani. «La drammatica situazione dell’agricoltura, determinata dal maltempo primaverile e dalla successiva siccità estiva», accusa l’esponente di Abruzzo in comune, «ha riscontrato ad oggi solo il “finto interessamento” del centrodestra nazionale e regionale: nessun provvedimento strutturale e stanziamenti economici irrisori con misure spot solo all’apparenza risolutive, come ad esempio i soli 7 milioni per tutta Italia per i danni da peronospora. Occorrono con urgenza aiuti economici diretti per sostenere le aziende insieme ad interventi legislativi e amministrativi di supporto al comparto in maniera strutturale come una moratoria sui mutui tramite l’Abi, l’avvio urgente di alcune misure a valere sul nuovo Psr, esoneri contributivi e previdenziali per lavoratori e aziende e interventi diretti di sostegno al reddito dei lavoratori che hanno perso settimane intere di salari. Ma qualsiasi azione», conclude Mariani, «sarà comunque in clamoroso ritardo».
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