«Violazioni gravi in consiglio» L’opposizione fa ricorso al Tar

15 Novembre 2024

Natale del Pd e Verrocchio del M5S chiedono l’annullamento di tutte le delibere approvate il 13 settembre «Quella seduta non era regolare, convocata fuori tempo: così non si rispettano i diritti dei consiglieri»

MONTESILVANO. Il consiglio comunale viene convocato in ritardo rispetto ai tempi previsti e l’opposizione trascina l’amministrazione De Martinis in tribunale. Accade a Montesilvano dove i consiglieri di minoranza Manuela Natale del Pd e Luca Verrocchio del Movimento 5 Stelle si sono rivolti al Tar di Pescara per chiedere l’annullamento di tutte le delibere approvate in sala consiliare lo scorso 13 settembre.
I fatti risalgono, appunto, alla metà di settembre quando, in apertura della seduta, la consigliera Dem propose e argomentò una pregiudiziale mettendo in luce un paio di presunte anomalie. In particolare, l’esponente della minoranza fece presente che la variazione di bilancio non poteva essere considerata un argomento non ordinario, per cui non sarebbe potuta rientrare nella convocazione straordinaria. Inoltre, essendo la convocazione arrivata lunedì alle ore 15, non sarebbero trascorsi almeno tre giorni rispetto alla prima convocazione dell’assemblea civica in programma il giovedì mattina successivo. Per questo motivo, la minoranza propose, senza successo, un rinvio della seduta. Davanti alla bocciatura della maggioranza, i consiglieri di opposizione abbandonarono l’aula e la seduta proseguì con l’approvazione di diversi punti, tra cui il bilancio consuntivo e la reintroduzione dei compensi per il cda dell’Azienda Speciale.
A distanza di due mesi da quell’appuntamento, frutto di numerose polemiche da parte dei componenti dell’opposizione, Natale e Verrocchio, assistiti dall’avvocato Alberto Faccini, si sono rivolti dunque al Tar: «Insieme abbiamo condiviso una linea che conduca alla tutela dei diritti di noi consiglieri giacché il consiglio del 13 settembre, in occasione del quale tutta l’opposizione presente si è alzata ed è andata via», spiegano i consiglieri, «non ha reso possibile l’espletamento dell’incarico conferitoci dalla stessa cittadinanza; in altri termini, non abbiamo potuto proporre mozioni, interrogazioni, interpellanze entro i termini stabiliti dal regolamento sul funzionamento del consiglio, perché la convocazione è pervenuta tardivamente a noi consiglieri».
I ricorrenti, inoltre, chiedono l’annullamento di tutte le delibere assunte e approvate nel consiglio comunale del 13 settembre «sia a causa della tardività della convocazione del consiglio comunale sia per non aver, il presidente del consiglio Valter Cozzi, messo ai voti, come da regolamento, la pregiudiziale proposta subito dopo l’appello e prima che si aprisse la discussione dell’ordine del giorno. Le violazioni sono gravi e duplici», evidenziano i consiglieri, «e consentono di ritenere che le delibere approvate unilateralmente in consiglio comunale dalla maggioranza di centrodestra debbano essere annullate tutte così ristabilendo il giusto grado di democrazia e di diritti».