Violentò un’infermiera, 5 anni al pescatore
PESCARA. Dopo 12 anni di calvario si è concluso il dramma per un’infermiera di 40 anni che, nel 2002, era stata violentata mentre lavorava in un istituto di un centro del Pescarese. La Cassazione ha...
PESCARA. Dopo 12 anni di calvario si è concluso il dramma per un’infermiera di 40 anni che, nel 2002, era stata violentata mentre lavorava in un istituto di un centro del Pescarese. La Cassazione ha confermato la sentenza di condanna per Matteo Leo, un pescatore del Foggiano che all’epoca aveva 68 anni, condannato definitivamente a 5 anni per violenza, come in primo e in secondo grado. L’abuso risale al 2002 quando la donna lavorava in un istituto e, la notte del 13 maggio, resta sola e viene afferrata con violenza, come ricostruì l’accusa all’epoca guidata dal pm Filippo Guerra. Due settimane dopo, l’aggressore finisce in carcere, poi ottiene gli arresti domiciliari e quindi torna libero. E’ quello l’anno in cui inizia anche il percorso in tribunale che si è concluso dopo 12 anni. In primo grado l’uomo viene condannato a cinque anni di reclusione e, nel 2012, con una lentezza impressionante arriva anche l’appello che non cambia il verdetto. Ieri, il sigillo della Cassazione: il pescatore è stato condannato a cinque anni di reclusione.

