«Violentò una turista di 13 anni» Rischio processo per l’animatore

I fatti risalgono all’estate del 2021 quando la ragazzina soggiornava in un hotel di Silvi con i genitori Il giovane si propose per far visitare Pescara alla minore, ma la portò a casa sua dove abusò di lei
PESCARA. Rischia di finire sotto processo per violenza sessuale nei confronti di una minorenne, che vive in Germania e che all’epoca dei fatti (estate del 2021) aveva 13 anni. La richiesta di rinvio a giudizio, che porta la firma del pm Giuliana Rana, riguarda un giovane originario della provincia di Chieti che oggi ha 25 anni e che, per guadagnare qualcosa, d’estate lavorava in un hotel della riviera, occupandosi dei ragazzi un po’ più grandi. Ma per una famiglia tedesca quella vacanza si trasformò in un incubo. Da anni avevano scelto Silvi Marina, e sempre lo stesso albergo, per passare le vacanze estive con i propri figli e trascorrere una settimana tranquilla in un luogo dove i ragazzi potevano anche usufruire dell’animazione dell'hotel. Ed è proprio uno degli animatori che ora rischia il processo.
La minore lo aveva conosciuto l’anno prima e ci era rimasta in contatto WhatsApp, scambiando con lui dei messaggi. Quando nel 2021 la famiglia torna a Silvi, i due si rivedono. La mattina del 6 settembre il ragazzo le chiede di andare con lui a Pescara per farle conoscere la città e, con l’autorizzazione della madre che aveva avuto modo di conoscere il ragazzo, la giovane sale in macchina con l’animatore. Quest’ultimo, però, la porta a casa sua (da qui la competenza di Pescara), la fa ubriacare con la birra e la violenta ripetutamente. Quando tornano in albergo, la ragazza non dice nulla ai genitori, anche se appariva piuttosto turbata.
Nei giorni successivi si rifiuta di incontrare di nuovo l’animatore, facendo nascere qualche perplessità nella madre. Ma è soltanto dopo il loro rientro in Germania che la ragazzina decide di dirle tutto.
«Mi disse», ha poi riferito la madre agli investigatori nel corso della denuncia, «che aveva avuto qualcosa di sessuale con quell'animatore». Ma soltanto dopo altri giorni l’adolescente si apre completamente, riferendo che l'indagato le fece bere birra in continuazione fino a essere ubriaca e poi la costrinse ad avere rapporti di vario genere. La ragazza raccontò che in casa non c’era nessuno e che il ragazzo, con una scusa, la portò prima in camera e poi continuò con altri tipi di rapporti sul divano, fino a quando non arrivò l’ora di tornare in albergo perché per il violentatore era passata la pausa pranzo e doveva tornare a lavorare.
«La malcapitata», scrive il pm nell'imputazione, «ormai ubriaca, non era più in grado di parlare, riuscendo soltanto a ridere e incapace di reagire (come fosse “un cadavere”) e, in tali condizioni, veniva indotta ad una serie di rapporti sessuali, anche con tentativi di rapporti che la ragazza, all’epoca ancora tredicenne e alla sua prima esperienza, non ricordava bene nella loro sequenza temporale anche a causa dello stordimento in cui versava, riuscendo soltanto, a distanza di tempo (e una volta tornata in Germania), a confidare ai famigliari quanto occorsole. Avendo, peraltro, il prevenuto dettole di non raccontare nulla, altrimenti la sua vita sarebbe stata distrutta, convincendola anche dell’aver agito con il suo consenso (“Tu lo volevi”)».
Un amico di famiglia consigliò di rivolgersi a un avvocato di Pescara e di recarsi per la denuncia alla questura di Bolzano perché lì parlavano bene il tedesco, e così fecero i genitori. Come se nulla fosse accaduto, il violentatore avrebbe continuato a scrivere messaggi alla ragazza, «ma lei lo ha ignorato», riferì la madre in denuncia, aggiungendo che tutta la chat era comunque rimasta nel telefono a disposizione delle autorità. A ricostruire le fasi dell’inchiesta ci ha pensato il Gav, il gruppo antiviolenza del tribunale di Pescara. Ora tutta la vicenda verrà ripercorsa davanti al gup Francesco Marino che dovrà decidere se mandare a processo l'indagato.

