Violenza sessuale su una 15enne Giovane finisce sotto processo

4 Febbraio 2023

Il 27enne avrebbe avvicinato la ragazzina ai giardinetti di viale Marconi, convincendola a seguirlo E una volta a casa, dove c’era anche la madre di lui, avrebbe abusato della minorenne in camera sua

PESCARA. A 15 anni, in un caldo pomeriggio di agosto, prende un pullman dal paese, un piccolo centro del Pescarese, per andare a trovare un’amica a Pescara e rivedere qualche compagno, senza sapere che quel pomeriggio si sarebbe trasformato in un dramma: stuprata da un 27enne appena conosciuto.
La cronaca di quel giorno. Le due ragazze vanno nella zona di San Donato a incontrare degli amici, poi decidono di acquistare una bottiglia di vodka e di consumarla nei giardini nei pressi di viale Marconi, dove incontrano due ragazzi, uno dei quali è ora sotto processo per violenza sessuale. È il 18 agosto 2020 quando avviene quell’incontro casuale con due ragazzi, uno dei quali di nazionalità straniera, ma adottato da una famiglia pescarese, molto più grande della vittima, che secondo l’accusa approfitta dello stato di forte alterazione, per assunzione di alcol, della minorenne e la porta a casa sua, dove la violenta.
L’imputato è difeso dall’avvocato Giancarlo De Marco, mentre ad assistere la famiglia della vittima è l'avvocatessa Roberta Sanelli. Ieri l’epilogo della vicenda davanti al gup Nicola Colantonio che ha deciso per il rinvio a giudizio del ragazzo, con l’accusa di violenza sessuale ai danni di una minorenne. E con l’aggravante, così come contestata nel capo di imputazione dal pm Fabiana Rapino, di «aver approfittato di circostanze di tempo, di luogo o di persona tali da ostacolare la pubblica o privata difesa e segnatamente per averla condotta nella propria abitazione».
Un’inchiesta in cui la procura ha chiesto e ottenuto dal gip Giovanni de Rensis di effettuare un incidente probatorio per cristallizzare le dichiarazioni della vittima e dove la difesa del giovane ha fatto sottoporre il suo assistito a una perizia psichiatrica. Ma questo esame, pur accertando un disturbo della personalità del giovane, ne ha evidenziato la capacità di intendere e di volere al momento della commissione del reato e la sua capacità di stare in giudizio.
Quando le due ragazze vengono avvicinate nei giardinetti dai due ragazzi, la vittima è già fortemente ubriaca, tanto che l’amica la prega di non restare con quei due sconosciuti, ma senza riuscirvi, tanto che se ne va via lasciando l’amica da sola. La minorenne viene convinta dal ragazzo ad andare a casa sua, dove peraltro era presente la madre che, a detta della vittima, si rende conto dello stato della ragazza. I due vanno nella stanza del ragazzo che chiude a chiave la porta e la violenta. Poi escono entrambi per andare in un bar e la vittima cerca inutilmente di contattare qualche amico con il cellulare, senza riuscirvi. Intanto i genitori, che erano andati a riprendere la figlia alla fermata del bus come concordato, non trovandola contattano l'amica e la madre di quest’ultima, riuscendo a risalire a un ragazzo che conosceva il presunto violentatore. Una volta riacceso il telefonino che il ragazzo le aveva spento, la vittima chiama i genitori che immediatamente si rendono conto dell’accaduto e la portano in ospedale dove scatta la denuncia per violenza sessuale nei confronti del ragazzo straniero che a il 20 aprile prossimo dovrà presentarsi davanti al collegio del tribunale per rispondere di violenza sessuale, aggravata dall’età della vittima, e dal suo stato alterato dall’alcol.