Violenza sulle donne, in aumento le richieste di aiuto delle ragazzine

Secondo i contatti avuti dall’associazione Ananke nell’ultimo anno, sono giovanissime sotto i 17 anni La coordinatrice Graziosi: non è la psiche dell’uomo violento a essere malata, ma il sistema di valori
PESCARA. La violenza di genere colpisce sempre di più le giovanissime. Sono in aumento dal 2 al 5 per cento le ragazze tra i 14 e i 17 anni che si sono rivolte ai centri antiviolenza per chiedere aiuto. In occasione della giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne (domani), l'associazione Ananke onlus ha illustrato i dati relativi a un fenomeno dilagante e sommerso.
Nell’ultimo anno, dal 1° novembre 2018 al 31 ottobre 2019, sono 1.189 le chiamate gestite dal centro antiviolenza di Pescara. Di queste, 999 sono arrivate direttamente da donne che chiedevano informazioni o semplicemente di essere ascoltate. A illustrare l'osservazione annuale sono state, ieri mattina in Comune, Doriana Gagliardone e Roberta Graziosi, presidente e coordinatrice dell'associazione, e l’assessore alle politiche sociali Adelchi Sulpizio.
Le donne che hanno intrapreso un percorso di fuoriuscita dalla violenza sono state 150. Di queste, il 77 per cento sono italiane e un terzo ha un’età media compresa tra i 40 e i 49 anni (33%). In aumento anche le ragazze di età tra i 14 e i 17 anni (dalle 3 dello scorso anno, alle 8 di oggi). Proprio a tutela di queste ultime, Ananke ha promosso delle giornate di sensibilizzazione nelle scuole e attivato un punto di ascolto, gestito dall'operatrice Brunella Capisciotti, all'interno dell'istituto alberghiero De Cecco. «Abbiamo colto la necessità di dedicare uno sportello agli adolescenti», ha commentato la docente Rosa De Fabritiis, referente del progetto. «Poco dopo l’apertura abbiamo avuto la richiesta da parte di un ragazzo che ha preso consapevolezza delle sue problematiche».
Gli autori delle violenze sono, nell’87% dei casi, uomini italiani, ex partner (40%), di età tra i 40 e i 49 anni (32%), diplomati (31%) e occupati stabilmente (57%). «Sono tanti gli stereotipi», afferma Graziosi, «relativi agli uomini violenti che vanno superati. Le dipendenze da alcool e droghe non sono la causa diretta della violenza domestica. Non è la psiche dell'uomo violento a essere malata, è il suo sistema di valori. Infine non si tratta di un problema che riguarda solo classi sociali svantaggiate».
Le violenze denunciate sono psicologiche (131), fisiche (108), economiche (57), sessuali (27) e stalking (25). «Abbiamo organizzato delle iniziative simboliche», ha sottolineato l'assessore Sulpizio «per dimostrare che l’amministrazione c’è, ed è vicina all'associazione, ma soprattutto alle donne vittime di violenza. Sono aperti con la prefettura dei tavoli istituzionali, che si riuniscono con cadenza quindicinale, per affrontare in rete questo fenomeno».
La torre comunale e il ponte Flaiano verranno illuminati di fucsia e domani alle 12 verrà piantato “L’albero delle donne”, in piazza Primo Maggio. «Per lanciare un messaggio positivo», ha specificato Gagliardone «e dare forza alle donne, abbiamo scelto di piantare un albero come immagine di rinascita. Abbiamo individuato il corbezzolo, sia quale simbolo dell’unità d'Italia, ma anche perché è un arbusto capace di resistere persino agli incendi, che ha la forza di rigenerarsi, come le donne vittime di violenza».
E oggi, dalle 9 in piazza Salotto, è allestito il punto informativo e di distribuzione dei sacchetti di pane, prodotti dal Giglio di Roberto D’Intino, perché, come recita lo slogan Ananke «per troppe donne la violenza è ancora pane quotidiano».
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